Contenzioso Tributario, Accertamenti e Riscossioni

Gli approfondimenti del Dottor Cavallari sul contenzioso tributario, gli accertamenti e le riscossioni da parte dell'Agenzie delle Entrate

 

Pignoramento del conto corrente: anche se è vuoto non sei al sicuro. Attento all’insidia dei 60 giorni – Nuova sentenza Cassazione n. 28520/2025

Pignoramento del conto corrente: anche se è vuoto non sei al sicuro. Attento all’insidia dei 60 giorni – Nuova sentenza Cassazione n. 28520/2025

A cura del Dott. Massimo Cavallari – Commercialista da oltre 25 anni, iscritto al n.932/A Padova ed Esperto de Il Sole 24 Ore

Aggiornato al 10 novembre 2025

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Nuova sentenza Cassazione: il conto corrente resta “bloccato” per 60 giorni anche se vuoto. Ecco cosa succede e come difendersi.


⚖️ La storia di Elena e il nuovo principio della Cassazione

Elena riceve una notifica di pignoramento da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Corre in banca: saldo zero, conto persino in rosso. Tira un sospiro di sollievo… troppo presto.
Da quel momento il suo conto diventa una “scatola vuota” pronta a catturare ogni euro in entrata per i successivi 60 giorni: stipendio, bonifico di un familiare, qualsiasi somma accreditata — tutto viene automaticamente prelevato dall’Agente della Riscossione.

Questa non è una leggenda metropolitana: è la conseguenza diretta della sentenza n. 28520 del 27 ottobre 2025 della Corte di Cassazione, che ha ridefinito i confini del pignoramento esattoriale previsto dall’art. 72-bis del D.P.R. 602/1973.


📜 Cosa prevede la legge

Il pignoramento presso terzi, disciplinato dal Libro III del Codice di procedura civile, artt. 543 e seguenti, consente ai creditori (nel caso specifico, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione) di rivalersi sui crediti del debitore, cioè sulle somme a lui dovute da terzi – come la banca.

Con questa pronuncia, la Cassazione ha chiarito che:

“La banca, quale terzo pignorato, non solo deve bloccare le somme già presenti, ma anche custodire e versare al Fisco tutte quelle che matureranno entro 60 giorni dalla notifica dell’atto”.

Insomma, il conto corrente rimane sotto sequestro “a tempo”, ma operativo nella cattura automatica di ogni nuova somma.
I 60 giorni non sono un periodo di sospensione, ma un vero “periodo di cattura fiscale”.


💰 Cosa succede se il conto è vuoto

Molti contribuenti credevano che un conto “incapiente” fosse, di fatto, impignorabile.
La Cassazione ha smentito questa convinzione: anche se al momento della notifica il saldo è zero o negativo, ogni successivo versamento è immediatamente soggetto a pignoramento.

Durante i 60 giorni:

  • ogni accredito (stipendio, pensione, bonifico, rimborso, ecc.) viene vincolato e trasferito all’Agenzia delle Entrate-Riscossione;

  • la banca è obbligata a trattenere le somme fino all’integrale soddisfazione del credito tributario.


🛑 Come difendersi e quali alternative esistono

Il contribuente può tuttavia reagire:

  • Chiedendo la rateizzazione del debito: il pagamento anche della prima rata sospende i pignoramenti in corso, purché non sia ancora avvenuta l’assegnazione delle somme.

  • In caso di fermo o ipoteca, la presentazione della domanda di dilazione consente la sospensione o la restrizione del vincolo, a determinate condizioni.

  • È inoltre possibile chiedere la riduzione dell’ipoteca o la liberazione parziale di beni, quando il debito residuo si è ridotto.

Il piano rateale può prevedere rate non inferiori a 50 euro ciascuna, in base alle regole fissate dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione (fonte ufficiale).


📘 Conclusioni

La sentenza n. 28520/2025 segna un punto di svolta nel diritto tributario esecutivo:
non esistono più conti “inattaccabili”, anche se temporaneamente vuoti.
La vera difesa, oggi, è la gestione tempestiva del debito e il confronto immediato con un consulente di fiducia, capace di valutare la strategia più opportuna.


💡 Consiglio del commercialista

Se hai ricevuto un atto di pignoramento o una cartella esattoriale, è fondamentale non attendere i 60 giorni, ma agire subito con una valutazione personalizzata del tuo caso.
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FAQ – Domande frequenti sul pignoramento del conto corrente

❓ Il pignoramento vale anche per conti a zero saldo?
Sì. La Cassazione ha chiarito che anche se il conto è vuoto, qualsiasi somma accreditata entro 60 giorni è automaticamente vincolata e trasferita all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

❓ Posso evitare il pignoramento pagando a rate?
Sì. Il pagamento della prima rata del piano di dilazione sospende il pignoramento se non c’è stata ancora l’assegnazione delle somme.

❓ Posso riavere indietro le somme pignorate?
Solo se il pignoramento è stato eseguito illegittimamente e il giudice ne riconosce l’annullamento.

❓ Quanto dura il blocco del conto?
Sessanta giorni dalla notifica dell’atto: un periodo durante il quale il conto resta sotto vincolo, anche se non ha disponibilità iniziale.


Fonti normative principali:

  • Codice di procedura civile, artt. 543–546

  • D.P.R. 602/1973, art. 72-bis

  • Sentenza Corte di Cassazione, n. 28520 del 27/10/2025

  • Agenzia delle Entrate-Riscossione – Rateizzazioni e sospensioni


Dott. Massimo Cavallari
Commercialista e Revisore contabile – Padova
Con esperienza venticinquennale nella consulenza fiscale e tributaria per imprese e privati, e con l’empatia e la competenza dovute ad ogni singolo caso personale.


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