Agevolazioni e Novità Fiscali

Gli approfondimenti del Dottor Cavallari sulle agevolazioni e novità fiscali

 

Regime Forfetario 2026: attenzione al passaggio dal regime ordinario o semplificato. Errori fiscali da evitare

Regime Forfetario 2026: attenzione al passaggio dal regime ordinario o semplificato. Errori fiscali da evitare

Dott. Massimo Cavallari – Commercialista da oltre 25 anni, iscritto al n. 932/A Padova ed Esperto de Il Sole 24 Ore

Molti imprenditori individuali e piccoli professionisti nel 2026 entreranno nel regime forfetario grazie al nuovo limite di ricavi di 85.000 euro.
Ma il vero problema non è “entrare nel forfettario”.

Il problema è come si entra.

Ogni anno vediamo contribuenti convinti di aver semplificato la propria fiscalità che, invece, si trovano successivamente con:

  • tassazione dimenticata su plusvalenze residue;
  • quote di manutenzioni perse;
  • errori nei quadri RF e RG;
  • contestazioni in caso di controllo;
  • salti o duplicazioni d’imposta.

Il passaggio dal regime ordinario o semplificato al forfetario non è un semplice cambio di casella.
È un momento fiscale delicato che richiede una vera pianificazione con il commercialista.

 


Chi può entrare nel regime forfetario nel 2026

Possono accedere al regime forfetario i contribuenti che nel 2025 hanno rispettato contemporaneamente questi requisiti:

  • ricavi o compensi non superiori a 85.000 euro;
  • spese per personale e collaboratori non superiori a 20.000 euro lordi.

Nel caso di più attività con codici ATECO differenti, il limite va verificato considerando il totale complessivo dei ricavi.

 

Il regime forfetario è “naturale”: non serve alcuna comunicazione preventiva all’Agenzia Entrate.


Attenzione ai limiti di 85.000 e 100.000 euro

Molti imprenditori fanno confusione.

La differenza è fondamentale:

Ricavi tra 85.000 e 100.000 euro

Si resta forfetari per l’anno in corso ma si esce dal regime dall’anno successivo.

Ricavi oltre 100.000 euro

L’uscita dal forfetario è immediata nel momento stesso del superamento.

Questo può generare:

  • obbligo IVA immediato;
  • rettifiche IVA;
  • variazioni contabili improvvise;
  • errori molto costosi se non gestiti correttamente.

 


Il vero problema: il passaggio dal principio di competenza al criterio forfetario

Nel regime ordinario o semplificato il reddito segue regole civilistiche e fiscali basate sulla competenza.

Nel regime forfetario, invece:

  • il reddito si determina in modo forfetario;
  • i costi reali non sono deducibili;
  • si applicano coefficienti di redditività.

Questo crea un problema tecnico molto importante:

👉 evitare che alcuni componenti reddituali vengano:

  • tassati due volte;
  • oppure non tassati mai.

 


Plusvalenze e sopravvenienze: vanno tassate prima dell’ingresso nel forfetario

Uno degli errori più frequenti riguarda le plusvalenze rateizzate.

Se nel 2025 esistono quote residue di:

  • plusvalenze;
  • sopravvenienze attive;
  • componenti positivi rinviati fiscalmente;

queste devono essere tassate integralmente nel 2025, cioè prima dell’ingresso nel regime forfetario 2026.

 

Esempio pratico

Un imprenditore ha venduto un bene strumentale nel 2023 scegliendo la tassazione rateizzata in 5 anni.

Se entra nel forfetario nel 2026:

  • le quote residue non possono “seguire” il nuovo regime;
  • devono essere recuperate integralmente nel 2025.

Chi dimentica questo passaggio rischia:

  • recuperi fiscali;
  • sanzioni;
  • dichiarazioni integrative.

Spese di manutenzione: rischio perdita della deduzione

Anche le quote residue di manutenzioni eccedenti il 5% devono essere gestite correttamente.

La parte ancora deducibile deve essere portata integralmente in deduzione nel periodo precedente all’ingresso nel forfetario.

 

Caso concreto

Un imprenditore ha:

  • 1.500 euro di quote residue manutenzioni;
  • passaggio al forfetario nel 2026.

Quei 1.500 euro devono essere dedotti nel reddito 2025.

 


Dove si indicano queste operazioni nella dichiarazione Redditi 2026

I quadri interessati sono:

  • RF;
  • RG.

Secondo la casistica:

  • RF7 per plusvalenze e sopravvenienze;
  • RF55 codice 6 per manutenzioni residue;
  • RG6 e RG7 per componenti positivi;
  • RG22 codice 31 per componenti negativi.

 


Perché oggi molti imprenditori cercano commercialisti “specializzati”

Negli ultimi anni molti imprenditori hanno capito una cosa importante:

non basta più il “commercialista che registra fatture”.

Serve un professionista che:

  • prevenga errori fiscali;
  • pianifichi i passaggi di regime;
  • analizzi il rischio fiscale futuro;
  • aiuti nelle scelte strategiche.

La differenza tra una consulenza corretta e una gestione superficiale può valere migliaia di euro.

Come emerge anche nelle nuove strategie di comunicazione professionale, oggi i clienti non cercano semplicemente “servizi”, ma soluzioni concrete ai loro problemi imprenditoriali.


FAQ – Regime Forfetario 2026

Se entro nel forfetario devo chiudere la partita IVA?

No. Si tratta solo di un cambio di regime fiscale.

Posso entrare nel forfetario automaticamente?

Sì, se possiedi i requisiti previsti dalla legge.

Se supero 85.000 euro esco subito?

No, l’uscita immediata avviene solo oltre 100.000 euro.

Le plusvalenze residue si perdono?

No, devono essere tassate integralmente prima dell’ingresso nel nuovo regime.

Le manutenzioni residue si possono dedurre?

Sì, ma vanno recuperate fiscalmente nell’ultimo anno prima del forfetario.

Conviene sempre entrare nel regime forfetario?

Non sempre. Dipende da:

  • margini;
  • costi;
  • investimenti;
  • situazione familiare;
  • contributi INPS;
  • prospettive di crescita.

Per questo una simulazione preventiva con il commercialista è fondamentale.


Conclusioni

Il regime forfetario può essere una grande opportunità fiscale e amministrativa.
Ma il passaggio dal regime ordinario o semplificato va pianificato con attenzione.

Molti errori emergono solo anni dopo, durante i controlli fiscali.

Una corretta analisi preventiva permette invece di:

  • evitare contestazioni;
  • ottimizzare la tassazione;
  • sfruttare correttamente le deduzioni residue;
  • entrare nel nuovo regime senza rischi nascosti.

👉 Per una valutazione personalizzata sul passaggio al regime forfetario 2026:

Studio Cavallari – Commercialista Padova e Limena
Tel: +39 049 613584
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