Agevolazioni e Novità Fiscali

Gli approfondimenti del Dottor Cavallari sulle agevolazioni e novità fiscali

 

Concordato Preventivo Biennale 2026: meno controlli fiscali e tasse concordate in anticipo per Partite IVA e professionisti

Concordato Preventivo Biennale 2026: meno controlli fiscali e tasse concordate in anticipo per Partite IVA e professionisti

Dott. Massimo Cavallari – Commercialista da oltre 25 anni, iscritto al n. 932/A Padova ed Esperto de Il Sole 24 Ore

Il nuovo Concordato Preventivo Biennale 2026 potrebbe diventare una delle principali opportunità fiscali per imprenditori, artigiani, commercianti e professionisti che vogliono maggiore certezza fiscale e meno stress nei rapporti con il Fisco.

L’obiettivo del Governo è chiaro: incentivare le Partite IVA “affidabili” ad accordarsi preventivamente con l’Agenzia delle Entrate sul reddito imponibile dei prossimi due anni, ottenendo in cambio vantaggi concreti, minori controlli e una pianificazione finanziaria molto più stabile.

Secondo le anticipazioni del MEF e del Viceministro Maurizio Leo, il Concordato Preventivo Biennale relativo agli anni 2026-2027 introdurrà novità importanti per chi aderisce o rinnova l’accordo.

Concordato Preventivo Biennale 2026: cos’è davvero e perché interessa le Partite IVA

Molti imprenditori vedono il concordato come un semplice adempimento fiscale.

In realtà, per alcune attività può trasformarsi in uno strumento strategico di pianificazione fiscale e finanziaria.

Il principio è semplice:

  • il contribuente comunica dati fiscali e ISA;
  • l’Agenzia delle Entrate formula una proposta di reddito concordato;
  • il contribuente decide se accettare;
  • per due anni il reddito concordato diventa il riferimento fiscale.

Questo significa maggiore prevedibilità delle imposte e minore esposizione a contestazioni future.

Per molte PMI significa finalmente poter programmare:

  • investimenti;
  • assunzioni;
  • flussi di cassa;
  • distribuzione utili;
  • sostenibilità finanziaria.

Slitta la scadenza al 31 ottobre 2026

Una delle novità più attese riguarda il calendario.

Il termine per aderire al concordato verrebbe spostato dal 30 settembre al 31 ottobre, allineandolo alla trasmissione delle dichiarazioni fiscali e degli ISA.

Questa modifica permette a contribuenti e commercialisti di valutare:

  • dati definitivi;
  • bilanci aggiornati;
  • andamento reale dell’attività;
  • convenienza effettiva dell’adesione.

Una scelta molto più razionale rispetto alle precedenti finestre temporali spesso troppo anticipate.

Software CPB disponibile dal 15 maggio 2026

Anche il software ministeriale dedicato al Concordato Preventivo Biennale verrà rilasciato più tardi.

La disponibilità è prevista dal 15 maggio 2026.

Il rinvio consentirà di integrare:

  • correttivi ISA;
  • novità normative;
  • aggiornamenti fiscali;
  • parametri economici più realistici.

Tradotto: proposte teoricamente più aderenti alla reale capacità contributiva dell’impresa.

Meno controlli fiscali per chi aderisce al concordato

Uno dei vantaggi più interessanti riguarda la riduzione dei termini di accertamento.

Chi aderisce al CPB potrebbe beneficiare di:

  • 2 anni in meno per i controlli fiscali;
  • riduzione del rischio di verifiche invasive;
  • maggiore serenità gestionale.

Per molti imprenditori questo aspetto vale quasi più del risparmio fiscale.

Sapere che il rapporto col Fisco diventa più stabile e prevedibile consente infatti di concentrarsi sul business anziché vivere continuamente nell’incertezza.

Crediti IVA: soglie più alte senza visto di conformità

Per i contribuenti che rinnoveranno il concordato sono previsti ulteriori vantaggi.

Le anticipazioni parlano di:

  • compensazioni IVA fino a 100.000 euro senza visto di conformità;
  • compensazioni imposte dirette e IRAP fino a 70.000 euro senza visto.

Per aziende e professionisti con importanti crediti fiscali questo rappresenta:

  • meno costi professionali;
  • maggiore liquidità;
  • minori tempi burocratici.

Rateizzazioni senza interessi

Ulteriore incentivo previsto:

niente interessi sulle rate derivanti dalle dichiarazioni fiscali per chi aderisce al concordato.

In una fase economica dove il costo del denaro resta elevato, questa misura può incidere concretamente sulla gestione della liquidità aziendale.

ISA elevato? Tassazione agevolata sull’incremento di reddito

Il Governo starebbe inoltre valutando aliquote ridotte sugli incrementi reddituali concordati.

Per i soggetti con ISA elevato:

  • possibile dimezzamento delle percentuali di incremento;
  • aliquote più leggere per contribuenti affidabili.

Le ipotesi attualmente discusse parlano di:

  • 30% per ISA tra 6 e 8;
  • 35% per ISA inferiori;
  • condizioni più favorevoli per ISA pari o superiori a 8.

Si tratta di un messaggio molto chiaro:

il Fisco vuole premiare chi dimostra continuità, correttezza e trasparenza.

Arriva la possibile “uscita soft” dal concordato

Uno dei limiti storici del CPB è sempre stato la rigidità.

Ma il MEF starebbe lavorando a una clausola di uscita agevolata nel caso di:

  • crisi economiche;
  • eventi straordinari;
  • crolli del fatturato;
  • mutamenti macroeconomici rilevanti.

Una novità importante soprattutto per attività soggette a forte volatilità.

Quando il Concordato Preventivo Biennale può convenire davvero

Il Concordato NON è automaticamente conveniente per tutti.

Ed è qui che entra in gioco il ruolo del commercialista.

Come spesso accade, il problema non è lo strumento in sé, ma capire:

  • quando usarlo;
  • quando evitarlo;
  • quali rischi può nascondere;
  • quali vantaggi può generare nel caso concreto.

Proprio come accade per holding, operazioni straordinarie o pianificazione fiscale, il vero valore nasce dall’analisi personalizzata.

Un CPB accettato senza simulazioni può diventare un errore costoso.

Viceversa, se studiato correttamente, può:

  • ridurre il rischio fiscale;
  • migliorare la bancabilità;
  • stabilizzare i flussi finanziari;
  • facilitare investimenti e crescita aziendale.

Il nuovo approccio del Fisco: meno contenzioso e più dialogo

Le dichiarazioni del MEF sembrano indicare un cambio di approccio anche da parte dell’Agenzia delle Entrate.

L’obiettivo sarebbe:

  • ridurre il contenzioso inutile;
  • favorire il confronto preventivo;
  • incentivare compliance e collaborazione.

In pratica:
meno “guerra fiscale” e più pianificazione condivisa.

Per molte Partite IVA potrebbe rappresentare una svolta culturale importante.

FAQ – Concordato Preventivo Biennale 2026

Chi può aderire al Concordato Preventivo Biennale 2026?

Possono aderire imprenditori e professionisti soggetti ISA che rispettano determinati requisiti fiscali e contributivi.

Il concordato elimina tutti i controlli fiscali?

No. Riduce però i termini di accertamento e il rischio di verifiche invasive, salvo casi di irregolarità rilevanti.

Conviene sempre aderire al CPB?

No. Occorre effettuare simulazioni preventive personalizzate per verificare convenienza economica e sostenibilità futura.

Se il fatturato cala si può uscire dal concordato?

Il Governo sta studiando una possibile “uscita soft” in presenza di eventi macroeconomici rilevanti o crisi aziendali.

Chi ha un ISA alto ha vantaggi maggiori?

Sì. Le nuove ipotesi normative prevedono trattamenti più favorevoli per i contribuenti fiscalmente affidabili.

Perché oggi serve un commercialista che ragioni in ottica strategica

Molti imprenditori cercano solo “chi compila la dichiarazione”.

Ma strumenti come il Concordato Preventivo Biennale dimostrano che oggi il vero valore nasce dalla consulenza strategica.

Un buon commercialista deve aiutare il cliente a:

  • prevedere i rischi;
  • simulare scenari;
  • pianificare fiscalmente;
  • proteggere liquidità e patrimonio;
  • prendere decisioni sostenibili nel lungo periodo.

Ed è proprio qui che si crea la differenza tra semplice gestione fiscale e vera consulenza imprenditoriale.

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Fonti normative e istituzionali


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