Trasferirsi dal Canada in Italia nel 2026: RRSP, TFSA, lavoro remoto e Partita IVA dal 2027

Trasferirsi dal Canada in Italia nel 2026: RRSP, TFSA, lavoro remoto e Partita IVA dal 2027

Aggiornato al 14 settembre 2026

Trasferirsi dal Canada in Italia non significa semplicemente cambiare residenza. Per chi possiede investimenti canadesi, un RRSP, un TFSA, un immobile e continua temporaneamente a lavorare per un datore di lavoro canadese, scegliere correttamente quando effettuare determinate operazioni può evitare doppie imposizioni, errori nel quadro RW e problemi previdenziali.

È un caso che richiede pianificazione prima del trasferimento, non quando la prima dichiarazione italiana è già da presentare.

Trasferimento a novembre 2026: da quando si diventa residenti fiscali in Italia?

Dal 2024 l'art. 2 TUIR considera fiscalmente residente in Italia chi, per la maggior parte del periodo d'imposta, alternativamente:

  • ha in Italia la residenza;
  • ha in Italia il domicilio, inteso con particolare riguardo alle relazioni personali e familiari;
  • è fisicamente presente in Italia.

Chi si trasferisce effettivamente a metà novembre 2026 e fino ad allora mantiene vita, abitazione e presenza abituale in Canada, normalmente non raggiunge nel 2026 la maggior parte del periodo d'imposta in Italia.

In una situazione di questo tipo, la prima annualità di piena residenza fiscale italiana sarà normalmente il 2027, ma le date e i fatti concreti devono essere verificati prima di assumere questa conclusione.

Questo passaggio è fondamentale perché, una volta acquisita la residenza fiscale italiana, entra in gioco il principio della worldwide taxation: il residente italiano deve considerare anche redditi e attività patrimoniali detenuti all'estero.

Lavorare dall'Italia per un datore di lavoro canadese negli ultimi mesi del 2026

Un caso frequente è questo: trasferimento in Italia a novembre, ma rapporto di lavoro canadese mantenuto fino al 31 dicembre.

Il fatto di non essere ancora residente fiscalmente in Italia non significa automaticamente che il lavoro fisicamente svolto in Italia sia irrilevante.

La Convenzione Italia-Canada prevede però una specifica regola per il lavoro dipendente. Se il lavoratore:

  1. rimane residente fiscale canadese;
  2. non trascorre in Italia più di 183 giorni nel periodo previsto dalla Convenzione;
  3. è remunerato da un datore di lavoro non residente in Italia;
  4. il costo della retribuzione non è sostenuto da una stabile organizzazione italiana del datore canadese,

la remunerazione può rimanere imponibile soltanto nello Stato di residenza. La disciplina è contenuta nell'art. 15 della Convenzione Italia-Canada.

La posizione contributiva va però esaminata separatamente dalla tassazione.

Italia e Canada hanno infatti un accordo di sicurezza sociale. Il distacco può consentire, quando ne ricorrono effettivamente i presupposti, di mantenere la legislazione previdenziale canadese fino a 24 mesi.

È quindi sbagliato ragionare soltanto sull'IRPEF: fiscalità e previdenza seguono regole diverse.

Vendere l'appartamento canadese prima di trasferirsi può semplificare molto

Se l'immobile canadese viene ceduto prima dell'acquisizione della residenza fiscale italiana, la gestione fiscale è generalmente più lineare.

Se invece la vendita avviene quando il proprietario è già fiscalmente residente in Italia, occorre coordinare:

  • tassazione canadese;
  • eventuale imponibilità italiana;
  • credito per le imposte pagate in Canada;
  • regole italiane di determinazione della plusvalenza.

La Convenzione consente inoltre di coordinare la cosiddetta Canadian departure tax, attraverso un meccanismo che può riconoscere, ai fini del successivo trattamento fiscale, il fair market value esistente al momento del cambio di residenza.

Ecco perché una vendita effettuata tre mesi prima o tre mesi dopo può produrre conseguenze molto diverse.

RRSP: cosa succede quando il titolare diventa residente in Italia?

Il Registered Retirement Savings Plan ha una funzione previdenziale riconosciuta dal sistema canadese.

Il problema nasce perché il trattamento fiscale canadese non può essere semplicemente trasportato in Italia.

Dopo il trasferimento vanno analizzati:

  • qualificazione fiscale italiana del piano;
  • erogazioni ricevute;
  • ritenute eventualmente applicate in Canada;
  • credito per imposte estere;
  • monitoraggio fiscale.

La Convenzione Italia-Canada assume quindi un ruolo essenziale nel coordinamento della tassazione.

Prima di effettuare riscatti o prelievi importanti da un RRSP è opportuno verificare se convenga farli prima o dopo il trasferimento fiscale.

TFSA: “tax free” in Canada non significa tax free in Italia

Questo è probabilmente uno degli errori più pericolosi per chi arriva dal Canada.

Il Tax-Free Savings Account gode di un trattamento privilegiato canadese, ma l'Italia non riconosce automaticamente la stessa esenzione.

Una volta fiscalmente residenti in Italia, titoli, fondi, liquidità e altri investimenti contenuti nel TFSA devono quindi essere esaminati secondo le regole fiscali italiane.

Possono entrare in gioco:

  • quadro RW;
  • IVAFE, quando dovuta;
  • tassazione di interessi;
  • tassazione dei dividendi;
  • tassazione delle plusvalenze.

La parola canadese “tax-free”, insomma, non va presa alla lettera una volta attraversato l'Atlantico.

Dal 2027 Partita IVA ordinaria e nuovo regime impatriati

Un professionista qualificato che dal 1° gennaio 2027 inizi a lavorare autonomamente dall'Italia può avere una possibilità molto interessante.

L'art. 5 del D.Lgs. 209/2023 prevede per i nuovi lavoratori impatriati che rispettano tutti i requisiti l'imponibilità del 50% del reddito agevolabile, entro il limite di 600.000 euro annui.

L'agevolazione riguarda anche redditi di lavoro autonomo derivanti dall'esercizio di arti e professioni.

Tra le condizioni previste dalla norma figurano:

  • precedente residenza fiscale all'estero per il periodo richiesto;
  • attività svolta prevalentemente in Italia;
  • permanenza fiscale in Italia per il periodo minimo previsto;
  • elevata qualificazione o specializzazione.

Una laurea in ingegneria conseguita presso un istituto universitario francese può essere particolarmente rilevante ai fini del requisito professionale, ma i titoli e l'attività concretamente esercitata vanno verificati.

Regime ordinario o forfettario?

Se il reddito professionale previsto supera strutturalmente la soglia del regime forfettario, il regime ordinario diventa normalmente la soluzione da valutare.

È inoltre importante non confondere le due agevolazioni: il regime forfettario utilizza una imposta sostitutiva, mentre il regime impatriati riduce il reddito che confluisce nella tassazione ordinaria IRPEF.

Per un professionista ad alto reddito che possiede i requisiti dell'art. 5, la combinazione da studiare è quindi spesso:

Partita IVA ordinaria + nuovo regime impatriati.

Non bisogna scegliere il regime guardando soltanto l'aliquota nominale. Vanno confrontati imponibile, costi professionali reali, previdenza, attività estere e durata dell'agevolazione.

È qui che un buon commercialista deve fare qualcosa in più rispetto ad aprire una Partita IVA: deve aiutare il cliente a decidere come entrare fiscalmente in Italia prima che le decisioni diventino irreversibili.

Checklist prima del trasferimento Canada-Italia

Prima di diventare fiscalmente residenti in Italia è utile ricostruire almeno:

  • data effettiva del trasferimento;
  • giorni trascorsi in Italia;
  • contratto con il datore canadese;
  • eventuale distacco previdenziale;
  • RRSP e relativo valore;
  • TFSA e composizione degli investimenti;
  • altri conti e investimenti canadesi;
  • immobile e data prevista di vendita;
  • imposte canadesi dovute all'uscita;
  • futura attività professionale in Italia;
  • requisiti per il regime impatriati.

Pianificare queste operazioni prima del trasferimento è normalmente molto più efficace che correggerle dopo.

FAQ

Se arrivo in Italia a novembre 2026 divento subito residente fiscale italiano?

Non necessariamente. La residenza fiscale italiana viene valutata sul periodo d'imposta secondo i criteri dell'art. 2 TUIR. Un arrivo effettivo a metà novembre può portare alla prima residenza fiscale italiana dal 2027, se prima non esistevano altri elementi rilevanti in Italia.

Posso lavorare dall'Italia per il mio datore canadese a novembre e dicembre?

In determinate condizioni sì. L'art. 15 della Convenzione Italia-Canada contiene una specifica esenzione collegata, tra l'altro, alla permanenza non superiore a 183 giorni, al datore estero e all'assenza di una stabile organizzazione italiana che sostenga il costo.

Il TFSA resta esente dopo il trasferimento in Italia?

Non automaticamente. Il trattamento agevolato canadese non equivale a un'esenzione fiscale italiana.

Devo dichiarare RRSP e TFSA nel quadro RW?

Le attività devono essere analizzate ai fini del monitoraggio fiscale italiano dal momento in cui si acquisisce la residenza fiscale. La modalità concreta dipende dalla natura dello strumento.

Posso utilizzare il nuovo regime impatriati se apro una Partita IVA?

Sì, il nuovo art. 5 D.Lgs. 209/2023 comprende anche redditi di lavoro autonomo professionale, purché siano soddisfatti tutti i requisiti.

Un ingegnere laureato in Francia può accedere al regime?

Il titolo estero può soddisfare il requisito di elevata qualificazione, ma occorre verificare formalmente il titolo e l'attività svolta.

Fonti ufficiali

D.Lgs. 209/2023, nuovo regime dei lavoratori impatriati

Convenzione fiscale Italia-Canada

INPS, accordo di sicurezza sociale Italia-Canada

Serve pianificare il trasferimento fiscale in Italia?

Una prima analisi fatta prima del cambio di residenza può individuare problemi su RRSP, TFSA, immobile, previdenza e nuova attività italiana quando esiste ancora il tempo per scegliere.

Dott. Massimo Cavallari
Commercialista da oltre 25 anni, iscritto al n. 932/A Padova ed Esperto de Il Sole 24 Ore.

Tel. +39 049 613584
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