Voucher Cloud e Cybersecurity 2026: fino a 20.000 euro a fondo perduto per digitalizzare la tua impresa

Voucher Cloud e Cybersecurity 2026: fino a 20.000 euro a fondo perduto per digitalizzare la tua impresa

Aggiornato al 16 settembre 2026

Devi cambiare il gestionale aziendale, migliorare i sistemi di backup, proteggerti dagli attacchi informatici oppure introdurre strumenti di intelligenza artificiale nei processi dell'impresa?

Prima di sostenere interamente il costo dell'investimento conviene verificare il nuovo Voucher Cloud & Cybersecurity del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il contributo può coprire fino al 50% delle spese ammissibili, con un massimo di 20.000 euro a fondo perduto.

Il piano di investimento deve avere un valore di almeno 4.000 euro.

In pratica, un'impresa che programma un investimento digitale da 20.000 euro potrebbe ottenere, in presenza di tutti i requisiti, un contributo fino a 10.000 euro.

Il punto più importante, però, è un altro: le domande vengono esaminate secondo l'ordine cronologico di presentazione.

La fase di compilazione inizierà il 20 ottobre 2026, mentre l'invio sarà possibile dalle ore 12:00 del 10 novembre 2026.

Per questo motivo arrivare al 10 novembre senza avere già individuato investimenti, fornitori e preventivi potrebbe significare perdere un'opportunità interessante.

Quanto finanzia il Voucher Cloud & Cybersecurity 2026

Il MIMIT ha stanziato complessivamente 150 milioni di euro.

L'agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto:

  • fino al 50% delle spese ammissibili;
  • investimento minimo: 4.000 euro;
  • contributo massimo: 20.000 euro;
  • una sola domanda per ciascun beneficiario.

Circa 71 milioni di euro sono riservati ai progetti realizzati in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

La misura opera nell'ambito del regime de minimis.

Fonte ufficiale: Ministero delle Imprese e del Made in Italy – Voucher Cloud & Cybersecurity

Chi può ottenere il contributo

Possono partecipare:

  • piccole e medie imprese;
  • professionisti;
  • lavoratori autonomi con partita IVA;

operanti sul territorio italiano e in possesso dei requisiti previsti dalla normativa.

Tra le condizioni richieste vi è la disponibilità, al momento della domanda, di un contratto di connettività con velocità di almeno 30 Mbps in download.

Per le imprese interessate occorre inoltre verificare attentamente la regolarità rispetto agli ulteriori requisiti previsti dal decreto, compreso l'adempimento dell'obbligo relativo alla polizza assicurativa contro gli eventi catastrofali, quando applicabile.

La vera opportunità: cambiare gestionale, introdurre AI e digitalizzare l'impresa pagando parte dell'investimento con il contributo

Questo è probabilmente l'aspetto più interessante per molte piccole e medie imprese.

Il Voucher non riguarda soltanto firewall e antivirus.

Tra gli investimenti ammissibili rientrano infatti diversi strumenti utilizzati quotidianamente nella gestione aziendale.

Software gestionali ed ERP

Sono previste, tra le altre, soluzioni cloud SaaS relative a:

  • software di contabilità;
  • ERP;
  • workflow aziendali;
  • gestione delle risorse umane;
  • gestione documentale;
  • CMS ed e-commerce;
  • CRM;
  • sistemi di collaborazione;
  • centralini virtuali.

Per un'impresa che utilizza ancora programmi datati oppure sistemi scollegati tra amministrazione, vendite e produzione, il contributo può diventare l'occasione per ripensare realmente i processi aziendali.

Non si dovrebbe quindi partire dal software.

Si dovrebbe partire da una domanda:

“Quali attività stiamo ancora facendo manualmente che potrebbero essere automatizzate?”

È qui che il confronto con un commercialista che conosce l'organizzazione dell'impresa può assumere un valore diverso dalla semplice gestione della domanda di contributo.

Anche software con Intelligenza Artificiale

Il decreto comprende espressamente tra le soluzioni ammissibili anche strumenti di produttività aziendale integrati con funzionalità di intelligenza artificiale.

Questo apre possibilità interessanti.

Un'azienda potrebbe, ad esempio, valutare strumenti capaci di aiutare nella:

  • elaborazione e classificazione dei documenti;
  • gestione amministrativa;
  • automazione dei flussi;
  • gestione dei clienti;
  • analisi dei dati;
  • organizzazione delle informazioni;
  • produttività del personale.

L'investimento dovrebbe però avere una reale utilità aziendale.

Comprare software soltanto perché contiene la parola “AI” difficilmente rappresenta una buona strategia imprenditoriale.

Il progetto dovrebbe invece partire dai processi nei quali tecnologia e automazione possono far risparmiare tempo, ridurre errori oppure migliorare le informazioni disponibili a chi deve prendere decisioni.

Cybersecurity: non aspettare il primo problema

Sono finanziabili anche numerosi investimenti relativi alla sicurezza informatica, tra cui:

  • firewall;
  • firewall di nuova generazione;
  • router e switch;
  • sistemi IDS/IPS;
  • antivirus e antimalware;
  • sistemi di monitoraggio delle reti;
  • crittografia dei dati;
  • sistemi SIEM;
  • gestione delle vulnerabilità.

Per una PMI il costo di un attacco informatico non consiste soltanto nel ripristino dei computer.

Un incidente può significare perdita di dati, blocco della produzione, impossibilità di emettere fatture, problemi con clienti e fornitori e possibili conseguenze anche sotto il profilo della protezione dei dati personali.

Utilizzare un contributo pubblico per migliorare la sicurezza prima che si verifichi il problema è generalmente molto più razionale che intervenire dopo.

Cloud, server, database e backup

Rientrano tra gli investimenti agevolabili anche servizi cloud IaaS e PaaS quali:

  • virtual machine;
  • storage;
  • backup;
  • database;
  • VPN;
  • servizi di sicurezza della rete;
  • protezione DDoS.

Anche in questo caso il progetto dovrebbe essere studiato partendo dalle esigenze reali dell'impresa.

Un buon sistema di backup, per esempio, non serve perché “bisogna avere il cloud”.

Serve perché l'impresa deve essere in grado di riprendere a lavorare rapidamente anche dopo un guasto, un errore umano o un attacco informatico.

Attenzione: non basta rinnovare il software che hai già

Questo è uno degli aspetti che rischia di creare più errori.

Il MIMIT precisa che non sono agevolabili prodotti o servizi aventi prestazioni sostanzialmente analoghe a quelli già utilizzati.

La semplice sostituzione o il normale aggiornamento di una versione esistente non sono quindi sufficienti.

È necessario che il nuovo investimento determini un miglioramento sostanziale.

Il Ministero cita espressamente, come esempio, l'introduzione di nuove funzionalità di automazione o di intelligenza artificiale.

Non sono inoltre agevolabili la semplice:

  • estensione di una licenza già posseduta;
  • aggiunta di nuove postazioni;
  • aggiunta di nuovi utenti.

Questo significa che la costruzione del progetto e la descrizione della situazione iniziale dell'impresa diventano particolarmente importanti.

Acquisto oppure abbonamento: sono possibili entrambi

Il Voucher consente sia:

  • l'acquisto diretto;
  • la sottoscrizione di abbonamenti;
  • una combinazione delle due modalità.

Nel caso degli abbonamenti sono previste specifiche condizioni sulla durata.

Quando il piano comprende servizi in abbonamento, questi devono avere generalmente una durata minima di 24 mesi e l'agevolazione viene calcolata sulle spese ammissibili relative ai primi 24 mesi.

È un elemento particolarmente interessante per quelle imprese che stanno progressivamente passando dal tradizionale acquisto delle licenze ai sistemi cloud SaaS con canone periodico.

Sono finanziabili anche servizi professionali

La trasformazione digitale raramente consiste soltanto nell'acquisto di un programma.

Bisogna configurarlo, adattarlo ai processi aziendali, trasferire dati, collegare sistemi e controllarne il funzionamento.

Per questo possono essere ammesse anche spese per:

  • configurazione;
  • monitoraggio;
  • supporto continuativo;
  • servizi professionali collegati agli investimenti finanziati.

Queste spese possono essere riconosciute fino al 30% del piano complessivo.

Sono invece esclusi i servizi di formazione.

Il fornitore deve essere nell'elenco MIMIT

Altro aspetto fondamentale: non è possibile scegliere liberamente qualsiasi fornitore.

I prodotti e servizi agevolabili devono essere acquistati da soggetti presenti nell'apposito elenco dei fornitori abilitati dal MIMIT.

L'elenco è stato definito con Decreto direttoriale del 29 luglio 2026.

Prima di predisporre il progetto è quindi opportuno verificare non soltanto il prodotto che si intende acquistare, ma anche il relativo fornitore e il codice identificativo della soluzione ammessa.

Le date da ricordare

Il calendario attualmente previsto è il seguente:

20 ottobre 2026, ore 12:00
apertura della fase di compilazione della domanda.

10 novembre 2026, ore 12:00
apertura dello sportello e possibilità di inviare formalmente le richieste.

20 gennaio 2027, ore 12:00
chiusura prevista dello sportello.

Ma attenzione.

Il MIMIT prevede che le domande siano ammesse all'istruttoria secondo l'ordine cronologico di presentazione.

Lo sportello può pertanto essere chiuso anticipatamente in caso di esaurimento delle risorse.

Aspettare gennaio potrebbe quindi essere una pessima strategia.

Cosa preparare prima del 10 novembre

Per chi sta realmente pensando a un investimento digitale, suggerirei di non aspettare l'apertura dello sportello.

Il lavoro utile dovrebbe iniziare prima.

Occorre innanzitutto fotografare la situazione attuale dell'impresa:

Cosa utilizziamo oggi?

Poi individuare il problema:

Cosa vogliamo migliorare?

Infine costruire l'investimento:

Quale nuova tecnologia produce un miglioramento concreto e documentabile?

La domanda deve infatti indicare lo stato iniziale dell'impresa nell'utilizzo di prodotti cloud e cybersecurity e descrivere il miglioramento atteso.

Devono inoltre essere individuati i prodotti, i fornitori e gli importi e devono essere allegate le relative offerte.

Un esempio pratico

Immaginiamo una piccola azienda che utilizzi:

  • un vecchio gestionale installato localmente;
  • documenti archiviati sui singoli computer;
  • backup non sufficientemente strutturato;
  • gestione commerciale tramite fogli Excel;
  • procedure amministrative ancora manuali.

Invece di limitarsi a sostituire il gestionale, l'impresa potrebbe studiare un progetto che comprenda:

  1. nuovo ERP cloud;
  2. CRM;
  3. sistema di backup strutturato;
  4. sicurezza informatica;
  5. automatizzazione di alcuni flussi documentali;
  6. funzionalità AI utili alla gestione;
  7. configurazione e integrazione dei sistemi.

A quel punto il Voucher non sarebbe soltanto un contributo pubblico.

Diventerebbe l'occasione per affrontare problemi organizzativi rimandati per anni.

Perché coinvolgere il commercialista prima di scegliere il software

Una delle tentazioni più comuni è chiedere immediatamente un preventivo al fornitore informatico.

Io suggerisco di invertire il ragionamento.

Prima occorre capire dove l'impresa perde tempo, informazioni e denaro.

Solo successivamente ha senso scegliere la tecnologia.

Il commercialista che conosce l'azienda può aiutare l'imprenditore a collegare l'investimento digitale con:

  • organizzazione amministrativa;
  • controllo di gestione;
  • flussi documentali;
  • informazioni economiche e finanziarie;
  • adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili;
  • pianificazione degli investimenti;
  • sostenibilità finanziaria del progetto.

Un software molto potente applicato a una procedura sbagliata rende semplicemente più veloce… una procedura sbagliata.

Il valore della consulenza sta quindi anche nel chiedersi cosa convenga digitalizzare e perché, prima di decidere cosa comprare.

Studio Cavallari: come possiamo assistere l'impresa

Possiamo affiancare PMI e professionisti nella fase preliminare di valutazione del Voucher Cloud & Cybersecurity, verificando insieme:

  • requisiti del richiedente;
  • caratteristiche dell'investimento;
  • compatibilità delle spese previste;
  • situazione digitale iniziale;
  • miglioramento che il progetto intende ottenere;
  • preventivi e fornitori;
  • sostenibilità economica dell'investimento;
  • documentazione necessaria per la domanda.

L'obiettivo non è semplicemente ottenere un contributo.

È sfruttare il contributo per effettuare un investimento che abbia realmente senso per l'impresa.

Dott. Massimo Cavallari
Commercialista da oltre 25 anni
Iscritto al n. 932/A – Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Padova
Esperto de Il Sole 24 Ore

Tel. +39 049 613584
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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La prima call informativa può essere gratis e serve a capire se l'investimento che stai programmando può rientrare nell'agevolazione e se conviene approfondire il progetto.

Domande frequenti sul Voucher Cloud & Cybersecurity 2026

Quanto rimborsa il Voucher Cloud & Cybersecurity?

Il contributo può arrivare al 50% delle spese ammissibili, con un massimo di 20.000 euro a fondo perduto. Il piano deve essere di almeno 4.000 euro.

Quando si presenta la domanda?

La domanda può essere compilata dal 20 ottobre 2026. L'invio è possibile dalle ore 12:00 del 10 novembre 2026 fino alle ore 12:00 del 20 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse.

Vale il click day?

Le domande vengono ammesse all'istruttoria seguendo l'ordine cronologico di presentazione. È quindi opportuno preparare progetto, preventivi e documentazione prima dell'apertura dello sportello.

Posso comprare un nuovo gestionale?

Sì, tra le spese ammissibili sono previsti software cloud di contabilità, ERP, workflow, CRM, HRM e altre applicazioni SaaS, purché siano rispettate tutte le condizioni previste dalla misura.

Sono finanziabili programmi con Intelligenza Artificiale?

Sì. Il MIMIT contempla espressamente sistemi di produttività aziendale che comprendono funzionalità di intelligenza artificiale.

Posso semplicemente aggiornare il gestionale che utilizzo?

Non necessariamente. Un normale aggiornamento o una soluzione con prestazioni analoghe a quella già utilizzata non è sufficiente. Deve esserci un miglioramento sostanziale delle funzionalità.

Posso aumentare il numero delle licenze del software che possiedo?

La semplice estensione della licenza o l'aumento di postazioni o utenti non costituisce una spesa ammissibile.

Posso acquistare servizi in abbonamento?

Sì. La misura ammette sia acquisti sia abbonamenti. Per gli abbonamenti sono previste specifiche condizioni e, in generale, una durata minima di 24 mesi.

Sono finanziabili firewall, antivirus e sistemi di backup?

Sì. Cybersecurity, firewall, sistemi IDS/IPS, antivirus, crittografia, monitoraggio delle reti, storage e backup sono tra le categorie espressamente previste.

Posso scegliere qualsiasi fornitore?

No. Prodotti e servizi devono provenire dai fornitori iscritti nell'elenco MIMIT e devono rispettare le condizioni della misura.

Anche i professionisti possono chiedere il Voucher?

Sì. Il bando è rivolto sia alle PMI sia ai lavoratori autonomi operanti in Italia, in presenza dei requisiti previsti.

Serve una connessione internet minima?

Sì. Al momento della presentazione della domanda il richiedente deve disporre di un contratto di connettività con almeno 30 Mbps in download.

Bisogna avere la polizza contro le calamità naturali?

Nella domanda deve essere resa la dichiarazione relativa all'adempimento dell'obbligo assicurativo previsto dall'articolo 1, comma 101, della Legge 30 dicembre 2023 n. 213. La situazione concreta del richiedente va quindi verificata prima della presentazione.

Fonti normative ufficiali

Ministero delle Imprese e del Made in Italy – Voucher Cloud & Cybersecurity

Decreto Ministeriale 18 luglio 2025

Decreto Direttoriale 4 agosto 2026 – apertura dello sportello

Decreto Direttoriale 29 luglio 2026 – elenco fornitori