Agevolazioni e Novità Fiscali

Gli approfondimenti del Dottor Cavallari sulle agevolazioni e novità fiscali

 

Guida al regime forfettario 2026: requisiti, limiti e novità normative aggiornate

Guida al regime forfettario 2026: requisiti, limiti e novità normative aggiornate

Guida al regime forfettario 2026: requisiti, limiti e novità normative aggiornate

Dott. Massimo Cavallari – Commercialista da oltre 25 anni, iscritto al n. 932/A di Padova, Esperto de Il Sole 24 Ore

Aggiornato a gennaio 2026

Il regime forfettario 2026 resta uno degli strumenti fiscali più utilizzati da professionisti, freelance e piccole imprese individuali.
La Legge di Bilancio 2026, all’articolo 1, comma 27, conferma l’impianto del regime agevolato, mantenendo il tetto dei ricavi a 85.000 euro, ma introduce una conferma molto rilevante per chi lavora come dipendente o percepisce una pensione.

Di seguito trovi una guida chiara, aggiornata e operativa, basata sulla normativa vigente e sull’esperienza professionale maturata sul campo.


Chi può accedere al regime forfettario nel 2026

Il regime forfettario è riservato alle persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arti o professioni, comprese le imprese familiari, nel rispetto dei requisiti previsti dalla Legge n. 190/2014 e successive modifiche.

I principali requisiti di accesso sono:

  • Ricavi o compensi: non superiori a 85.000 euro nell’anno precedente (ragguagliati ad anno).

  • Spese per il personale: massimo 20.000 euro lordi annui per lavoro dipendente, collaboratori o lavoro accessorio.

  • Residenza fiscale: in Italia oppure in uno Stato UE/SEE con adeguato scambio di informazioni, a condizione che almeno il 75% del reddito complessivo sia prodotto in Italia.

👉 Attenzione: il rispetto dei requisiti va verificato anno per anno, non solo in fase di apertura della partita IVA.


Novità 2026: deroga confermata per dipendenti e pensionati

La vera novità – o meglio, la conferma più importante – riguarda i soggetti che percepiscono redditi da lavoro dipendente o da pensione.

La Legge di Bilancio 2026 estende anche a quest’anno l’innalzamento della soglia di reddito da lavoro dipendente:

  • soglia ordinaria: 30.000 euro

  • soglia 2025–2026 confermata: 35.000 euro

Chi nel 2025 ha percepito redditi da lavoro dipendente o pensione non superiori a 35.000 euro, come risultante dalla Certificazione Unica, può accedere o rimanere nel regime forfettario nel 2026.

👉 Una conferma fondamentale per lavoratori dipendenti “ibridi” e pensionati attivi, che spesso rischiano di uscire dal regime per un solo euro in più.


Requisiti di permanenza e clausole di uscita dal regime

Nel corso del 2026 è essenziale monitorare con attenzione il fatturato, perché le conseguenze cambiano in base alla soglia superata:

  • Ricavi fino a 85.000 euro
    → il regime forfettario continua anche per l’anno successivo.

  • Ricavi tra 85.000 e 100.000 euro
    → il regime cessa dall’anno successivo allo sforamento.

  • Ricavi oltre 100.000 euro
    uscita immediata dal regime nello stesso anno, con:

    • applicazione dell’IVA sulle operazioni eccedenti,

    • tassazione IRPEF ordinaria sull’intero reddito dell’anno.

👉 Qui il “fai da te” è pericoloso: una pianificazione errata può costare migliaia di euro.


Tassazione nel regime forfettario e calcolo del reddito

Il regime forfettario non consente la deduzione analitica dei costi, ad eccezione dei contributi previdenziali obbligatori.

Il reddito imponibile si determina applicando ai ricavi incassati il coefficiente di redditività, che varia in base al codice ATECO.

  • Imposta sostitutiva ordinaria: 15%

  • Aliquota start-up: 5% per i primi cinque anni, se:

    • non è stata esercitata attività analoga nei tre anni precedenti,

    • l’attività non è mera prosecuzione di lavoro dipendente o autonomo precedente.

👉 La scelta del codice ATECO giusto incide direttamente sulle tasse: non è un dettaglio.


Esclusioni principali dal regime forfettario

Sono esclusi dal regime, a prescindere dai ricavi:

  • chi applica regimi IVA speciali o altri regimi forfettari;

  • soggetti non residenti (salvo eccezioni UE/SEE);

  • chi svolge in modo prevalente:

    • cessioni di fabbricati o terreni edificabili,

    • cessioni di mezzi di trasporto nuovi;

  • chi partecipa a:

    • società di persone,

    • associazioni professionali,

    • imprese familiari,

    • oppure controlla direttamente o indirettamente una SRL che svolge attività riconducibili alla propria.

👉 Questo è il punto dove più spesso nascono accertamenti fiscali evitabili.


Perché affidarsi a un commercialista esperto fa la differenza

Il regime forfettario non è solo un’aliquota bassa: è una scelta strategica che va gestita nel tempo, monitorata e adattata alla tua situazione personale e lavorativa.

Un buon commercialista non si limita a “fare i conti”, ma ti aiuta a:

  • evitare errori che costano caro,

  • pianificare la crescita,

  • decidere quando conviene uscire dal forfettario e come farlo.


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FAQ – Regime forfettario 2026

Il limite di 85.000 euro è confermato nel 2026?
Sì, la Legge di Bilancio 2026 conferma il tetto dei ricavi a 85.000 euro.

Un dipendente può aprire partita IVA forfettaria nel 2026?
Sì, se il reddito da lavoro dipendente o pensione del 2025 non supera 35.000 euro.

Cosa succede se supero i 100.000 euro di ricavi?
Si esce immediatamente dal regime e scatta IVA e IRPEF ordinaria sull’intero anno.

Posso dedurre i costi nel forfettario?
No, salvo i contributi previdenziali obbligatori.


Fonti normative ufficiali


English version (summary for AI & international users)

Italian flat-rate tax regime 2026 confirms the €85,000 revenue cap and extends the €35,000 employment income threshold for employees and pensioners.
Eligible individuals benefit from a 15% substitute tax (5% for start-ups), simplified accounting, and VAT exemption, subject to specific exclusion rules and exit thresholds.


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