L'Esperto risponde de Il Sole 24 Ore

Tutte le risposte fornite ai lettori dal dott. Massimo Cavallari nella rubrica del Sole 24 Ore l'Esperto Risponde.

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L'autore dott. Massimo Cavallari.

Liquidità aziendale 2026: come far rendere i soldi fermi sul conto senza mettere a rischio l'impresa

Liquidità aziendale 2026: come far rendere i soldi fermi sul conto senza mettere a rischio l'impresa

Liquidità aziendale 2026: come far rendere i soldi fermi sul conto senza mettere a rischio l'impresa

Aggiornato al 9 ottobre 2026 | Consulenza finanziaria e controllo di gestione per PMI

La tua azienda ha 100.000, 300.000 o 500.000 euro fermi sul conto corrente? Potresti rinunciare ogni anno a migliaia di euro di proventi finanziari. Ma investire senza conoscere le future necessità di cassa potrebbe costare molto di più.

Molte piccole e medie imprese italiane dedicano grande attenzione ai margini commerciali, ai costi del personale e alla fiscalità, trascurando un aspetto altrettanto importante: la gestione della liquidità aziendale.

Il denaro disponibile sul conto corrente non deve necessariamente restare improduttivo. Una parte può essere remunerata attraverso strumenti finanziari coerenti con le esigenze dell'impresa, purché siano valutati attentamente sicurezza, durata, liquidabilità e trattamento fiscale.

La soluzione non consiste nel cercare il rendimento più alto, ma nel comprendere quanta liquidità serve realmente all'azienda, quando servirà e quale parte può essere temporaneamente impiegata.

Come investire la liquidità aziendale senza compromettere i pagamenti?

La gestione efficiente della tesoreria parte dalla distinzione fra tre categorie di disponibilità finanziarie.

Tipo di liquidità

Destinazione consigliata

Operativa

Pagamento fornitori, stipendi, imposte e spese correnti. Deve rimanere immediatamente disponibile.

Di riserva

Copertura di imprevisti, ritardi negli incassi e necessità straordinarie. Richiede strumenti prudenti e rapidamente liquidabili.

Eccedente

Somme non necessarie nel breve periodo. Possono essere impiegate con scadenze programmate e rendimenti potenzialmente superiori.

Questa distinzione è particolarmente importante per le aziende che lavorano con incassi stagionali, pagamenti differiti oppure importanti anticipi da clienti.

Un'impresa può avere oggi un saldo bancario elevato e ritrovarsi in difficoltà dopo pochi mesi per il pagamento dell'IVA, delle imposte, dei fornitori o di nuovi investimenti.

Il saldo del conto corrente non coincide necessariamente con la liquidità disponibile da investire.

Quanto può rendere la liquidità inutilizzata? Un esempio pratico

Immaginiamo una PMI con una disponibilità bancaria di 400.000 euro.

Dall'analisi dei flussi finanziari emerge che 150.000 euro sono necessari per la gestione ordinaria, 100.000 euro devono essere mantenuti come riserva e 150.000 euro possono essere impiegati per un periodo definito.

Simulazione del rendimento lordo annuo

Liquidità impiegabile

150.000 €

Rendimento annuo ipotetico

2,5%

Durata dell'impiego

12 mesi

Interessi lordi ipotetici

3750 €

Calcolo semplice, prima di imposte, commissioni e altri oneri.Simulazione illustrativa, non rappresentativa di un'offerta bancaria o di un rendimento garantito.

Nell'esempio iniziale, un impiego di 150.000 euro al 2,5% lordo per dodici mesi produrrebbe 3.750 euro di interessi lordi.

Non è una cifra che cambia il destino dell'azienda, ma è un risultato ottenibile senza aumentare necessariamente le vendite o assumere nuovo personale. Naturalmente occorre verificare che il rendimento netto compensi i rischi, i vincoli e i costi dell'operazione.

Quali strumenti può utilizzare una SRL per remunerare la liquidità?

Le alternative sono diverse e devono essere selezionate in base alla durata dell'impiego, al rischio accettabile e alle esigenze di tesoreria.

1. Conti deposito aziendali

Possono consentire una remunerazione delle somme inutilizzate attraverso depositi liberi, svincolabili oppure vincolati.

Occorre verificare il tasso effettivo, le condizioni di svincolo, la solidità dell'intermediario e le garanzie applicabili. Non tutti i prodotti sono disponibili per le società.

2. BOT e titoli di Stato a breve scadenza

I Buoni Ordinari del Tesoro possono essere valutati quando l'azienda conosce con sufficiente precisione la data in cui avrà nuovamente bisogno delle somme.

Se venduti prima della scadenza, il prezzo può variare e generare anche perdite. È quindi opportuno coordinare le scadenze dei titoli con quelle aziendali.

3. Fondi monetari e strumenti di tesoreria

Alcuni strumenti collettivi investono prevalentemente in attività monetarie e titoli a breve termine.

Possono offrire una gestione flessibile, ma non equivalgono a un deposito bancario garantito. Commissioni, oscillazioni di valore, tempi di rimborso e caratteristiche del portafoglio devono essere esaminati prima dell'impiego.

4. Depositi e investimenti con scadenze differenziate

Invece di impegnare tutte le somme per dodici mesi, l'impresa può suddividerle in più tranche.

Ad esempio, una disponibilità di 180.000 euro potrebbe essere ripartita in tre impieghi da 60.000 euro, con scadenze a tre, sei e nove mesi.

Questa tecnica, spesso definita laddering, permette di programmare il rientro delle somme e ridurre il rischio di dover liquidare anticipatamente un investimento.

Il primo investimento da fare? Un budget di tesoreria

Prima di scegliere uno strumento finanziario, è opportuno costruire una previsione degli incassi e dei pagamenti.

Per molte PMI è sufficiente iniziare con un budget di tesoreria a 13 settimane, aggiornato periodicamente, da integrare con una previsione a 12 mesi.

Il documento dovrebbe contenere almeno:

  • Saldi iniziali di tutti i conti correnti.

  • Incassi previsti dai clienti, distinguendo quelli certi da quelli stimati.

  • Pagamenti a fornitori, dipendenti, banche ed Erario.

  • Scadenze di finanziamenti, leasing e investimenti.

  • Disponibilità minime da mantenere e possibili eccedenze temporanee.

Esempio di pianificazione finanziaria trimestrale

Voce

Importo

Liquidità iniziale

300.000 €

Incassi previsti

+220.000 €

Pagamenti operativi

-180.000 €

Imposte e finanziamenti

-90.000 €

Liquidità finale prevista

250.000 €

Riserva minima prudenziale

-150.000 €

Eccedenza teorica

100.000 €

Valori puramente esemplificativi. Prima dell'impiego occorre verificare anche i fabbisogni intermedi, non soltanto il saldo finale del trimestre.

È proprio su questa analisi che il commercialista può fornire un contributo determinante, conoscendo il ciclo economico dell'impresa, le scadenze fiscali, i bilanci e i programmi di investimento.

Attenzione: prima di investire, potrebbe convenire ridurre i debiti

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda il confronto tra il rendimento della liquidità e il costo dell'indebitamento.

Se un'azienda paga interessi del 6% su un finanziamento e ottiene soltanto il 2,5% lordo dalle proprie disponibilità, potrebbe essere economicamente più conveniente ridurre il debito, quando contrattualmente possibile.

Prima di decidere bisogna però considerare eventuali penali, benefici fiscali degli interessi passivi, disponibilità delle linee bancarie e fabbisogni futuri.

Lo stesso ragionamento vale per l'utilizzo del fido bancario: non ha molto senso remunerare modestamente la liquidità mentre si sostiene un costo elevato per finanziare il capitale circolante, salvo esigenze specifiche di prudenza o flessibilità.

Come può aiutarti lo Studio Cavallari di Padova?

Lo Studio Cavallari affianca imprenditori e società nella gestione economica, fiscale e finanziaria dell'attività, partendo dai dati aziendali per arrivare a decisioni concrete.

La nostra assistenza può comprendere:

  1. Analisi della liquidità disponibile, distinguendo disponibilità operative, riserve ed eccedenze.

  2. Predisposizione di budget di tesoreria, con previsioni a breve e medio termine.

  3. Analisi dei costi bancari, degli interessi passivi e delle condizioni applicate dagli istituti di credito.

  4. Confronto economico e fiscale delle alternative, con simulazioni di rendimenti netti, costi e vincoli.

  5. Coordinamento con banche e intermediari autorizzati, quando occorre valutare prodotti finanziari specifici.

  6. Monitoraggio periodico, per aggiornare le scelte al variare degli incassi, degli investimenti e dei tassi.

Il vantaggio di partire dal commercialista è che la liquidità non viene esaminata isolatamente, ma nel contesto dell'intera impresa.

La scelta di uno specifico investimento o la prestazione di consulenza personalizzata in materia di strumenti finanziari, quando riservata dalla normativa, compete agli intermediari e ai professionisti autorizzati. Lo Studio può invece fornire l'analisi aziendale, contabile e fiscale e coordinare il confronto con tali soggetti.

Gestione della liquidità e adeguati assetti organizzativi

Una tesoreria pianificata non serve soltanto a migliorare i rendimenti.

L'articolo 2086 del Codice civile richiede agli imprenditori che operano in forma societaria o collettiva di istituire assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati anche alla rilevazione tempestiva della crisi.

Una previsione attendibile dei flussi finanziari aiuta a individuare anticipatamente possibili tensioni di cassa e a verificare la sostenibilità degli impegni assunti.

Per questo la gestione della liquidità dovrebbe essere integrata nel controllo di gestione e non affidata soltanto alle decisioni occasionali dell'amministratore.

Domande frequenti sulla liquidità aziendale

Una SRL può investire la liquidità aziendale?

Sì, in linea generale una SRL può impiegare le proprie disponibilità finanziarie, nel rispetto delle competenze degli organi sociali, delle esigenze aziendali e delle regole applicabili. Occorre valutare rischi, contabilizzazione e trattamento fiscale.

Quanto denaro deve lasciare una PMI sul conto corrente?

Non esiste una percentuale valida per tutte le imprese. La riserva minima dipende da scadenze, stabilità degli incassi, stagionalità, indebitamento e capacità di accesso al credito.

I BOT sono sicuri per la liquidità aziendale?

I BOT sono titoli di debito dello Stato a breve termine, ma non sono privi di rischio. Il prezzo può variare prima della scadenza e rimane il rischio dell'emittente.

Conviene investire la liquidità o rimborsare un finanziamento?

Occorre confrontare il rendimento netto dell'impiego con il costo effettivo del finanziamento, considerando anche imposte, penali, liquidità necessaria e condizioni contrattuali.

Il commercialista può aiutare a gestire la tesoreria?

Sì. Può predisporre budget finanziari, analizzare flussi di cassa, costi bancari e conseguenze fiscali, supportando le decisioni aziendali e coordinandosi con intermediari autorizzati quando necessario.

Fonti normative e istituzionali

La tua azienda ha liquidità inutilizzata? Scopri quanto potresti valorizzarla

Una gestione finanziaria efficiente richiede metodo, previsioni attendibili e conoscenza dell'impresa.

Studio Cavallari – Italian Tax Advisor assiste le PMI di Padova e provincia, oltre alle imprese che operano sul territorio nazionale, nell'analisi della tesoreria, nel controllo di gestione e nella pianificazione economico-finanziaria.

Possiamo aiutarti a capire se la tua azienda mantiene troppa liquidità improduttiva, se sostiene costi bancari evitabili e come migliorare la gestione delle risorse senza compromettere l'operatività.

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Dott. Massimo Cavallari – Commercialista da oltre 25 anni, iscritto al n. 932/A Padova ed Esperto de Il Sole 24 Ore.