Dichiarazione IVA Omessa 2025: come evitare accertamenti automatici e sanzioni fino al doppio dell'imposta
Aggiornato a giugno 2026
Molti imprenditori e professionisti credono che la mancata presentazione della dichiarazione IVA sia un semplice ritardo amministrativo. In realtà, dal 2026 il rischio è molto più elevato.
L'Agenzia delle Entrate ha infatti avviato nuove procedure automatizzate per individuare le dichiarazioni IVA omesse o incoerenti, utilizzando i dati delle fatture elettroniche, dei corrispettivi telematici e delle comunicazioni fiscali già presenti nei propri archivi.
La conseguenza?
Accertamenti più rapidi, controlli automatizzati e sanzioni che possono arrivare fino al doppio dell'imposta dovuta nei casi più gravi.
Chi riceverà la comunicazione dell'Agenzia delle Entrate
Con il Provvedimento n. 172588/2026, l'Agenzia delle Entrate ha definito le modalità con cui verranno segnalate le anomalie IVA ai contribuenti.
Le comunicazioni riguarderanno principalmente:
- mancata presentazione della dichiarazione IVA 2026 relativa al periodo d'imposta 2025;
- dichiarazione presentata senza compilazione del quadro VE;
- operazioni attive dichiarate per importi inferiori rispetto alle fatture elettroniche emesse;
- assenza del quadro VJ nonostante la presenza di operazioni soggette a reverse charge;
- incongruenze rilevate dai sistemi informatici dell'Amministrazione finanziaria.
Le segnalazioni arriveranno tramite PEC e saranno consultabili nel Cassetto Fiscale e nell'area riservata di Fatture e Corrispettivi.
Perché molti contribuenti rischiano senza saperlo
Un errore molto frequente riguarda imprese e professionisti che:
- hanno cambiato consulente;
- hanno cessato l'attività nel corso dell'anno;
- ritengono di non dover presentare la dichiarazione perché non hanno avuto IVA a debito;
- hanno ricevuto fatture soggette a inversione contabile senza compilare correttamente il modello.
In questi casi il Fisco dispone già dei dati delle fatture elettroniche e può rilevare facilmente le anomalie.
C'è ancora tempo per rimediare
La buona notizia è che esiste ancora una finestra temporale per regolarizzare la posizione.
Chi non ha presentato la dichiarazione IVA può trasmetterla entro 90 giorni dal termine ordinario del 30 aprile 2026 usufruendo del ravvedimento operoso.
La regolarizzazione consente di:
- ridurre significativamente le sanzioni;
- versare imposta e interessi in misura contenuta;
- evitare l'avvio di procedure accertative più gravose;
- dimostrare la propria volontà collaborativa nei confronti dell'Amministrazione finanziaria.
Anche chi ha già presentato la dichiarazione può correggere errori e omissioni mediante dichiarazione integrativa.
Attenzione alle violazioni collegate
Molti contribuenti si concentrano esclusivamente sulla dichiarazione IVA dimenticando che spesso esistono altre violazioni correlate.
Ad esempio:
- omessi versamenti IVA;
- reverse charge non assolto;
- registrazioni contabili incomplete;
- errori nelle liquidazioni periodiche IVA.
In questi casi occorre predisporre una regolarizzazione completa per evitare future contestazioni.
Quando conviene intervenire subito
Più passa il tempo, maggiore è il rischio che l'Agenzia delle Entrate avvii controlli automatizzati.
Una verifica preventiva consente di:
- individuare eventuali errori prima dell'intervento del Fisco;
- quantificare correttamente sanzioni e interessi;
- predisporre il ravvedimento più conveniente;
- evitare costosi contenziosi tributari.
Molto spesso una consulenza tempestiva permette di risparmiare migliaia di euro tra sanzioni, interessi e costi di gestione dell'accertamento.
Come possiamo aiutarti
Lo Studio Cavallari assiste imprenditori, professionisti e società nella:
- verifica della posizione IVA;
- predisposizione di dichiarazioni omesse;
- presentazione di dichiarazioni integrative;
- calcolo del ravvedimento operoso;
- gestione delle comunicazioni dell'Agenzia delle Entrate;
- assistenza durante accertamenti e controlli fiscali.
Un controllo preventivo oggi può evitare contestazioni molto più onerose domani.
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FAQ
Cosa succede se non presento la dichiarazione IVA?
L'omessa dichiarazione può comportare accertamenti automatici e sanzioni particolarmente elevate, oltre al recupero dell'imposta eventualmente dovuta.
Posso presentare la dichiarazione IVA in ritardo?
Sì. Entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria è possibile regolarizzare la posizione tramite ravvedimento operoso.
Riceverò una comunicazione dall'Agenzia delle Entrate?
Sì. Le anomalie vengono comunicate tramite PEC e rese disponibili nel Cassetto Fiscale e nell'area Fatture e Corrispettivi.
Se ho presentato la dichiarazione ma contiene errori posso correggerla?
Sì. È possibile presentare una dichiarazione integrativa e regolarizzare eventuali maggiori imposte, interessi e sanzioni.
Conviene aspettare la comunicazione dell'Agenzia?
Generalmente no. Intervenire prima consente di beneficiare delle riduzioni previste dal ravvedimento operoso e ridurre il rischio di contestazioni più gravose.
Fonti normative
- Agenzia delle Entrate
- Normattiva - D.Lgs. 472/1997 art. 13 Ravvedimento Operoso
- Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana
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VAT Return Not Filed for Tax Year 2025: How to Avoid Automated Assessments and Heavy Penalties
Updated June 2026
The Italian Revenue Agency is increasing automated controls on VAT compliance using e-invoice data and digital tax records.
Businesses and professionals who failed to file the 2025 VAT return may still regularize their position through voluntary disclosure procedures, reducing penalties and avoiding more serious tax assessments.
Professional assistance can help identify errors, calculate reduced penalties and manage communications from the tax authorities before enforcement actions begin.
Studio Cavallari – Italian Tax Advisor assists businesses, professionals and foreign investors with VAT compliance, tax audits and voluntary disclosure procedures throughout Italy.


