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Riscatto della laurea
Aggiornato con le novità e Finanziaria 2008


Il riscatto della laurea dal 1° gennaio 2008

La legge sul welfare n. 247/2007, in vigore dal 1° gennaio 2008, rende più interessante il riscatto della laurea ai fini della pensione.
Le novità vengono di seguito schematizzate:



  PRIMA DELLA RIFORMA DOPO LA RIFORMA
DOMANDA DI RISCATTO Può essere presentata solo dopo aver versato almeno un contributo obbligatorio settimanale all'Inps Può essere presentata anche prima dell'inizio   dell'attività lavorativa
PAGAMENTO RATEALE Consentito fino ad un massimo di 5 anni con la maggiorazione degli interessi al tasso legale  Consentito fino a massimo di 10 anni   senza interessi
EFFICACIA DEGLI ANNI D’UNIVERSITA' RISCATTATI Non computabili ai fini dell'anzianità richiesta per la pensione contributiva Piena computabilità ai fini dell'anzianità
richiesta per la pensione contributiva
    BENEFICI FISCALI PER IL RISCATTO   Il costo del riscatto può essere detratto solo dal reddito dell'interessato Nel caso di soggetto privo di reddito tassabile il costo del riscatto può essere detratto (nella misura del 19%)
    dall'imposta dovuta dal genitore

     Con alcuni esempi cercherò di illustrare le novità introdotte dalla riforma:

1) Il sig. Bianchi è un dipendente laureato (corso quadriennale, vecchio ordinamento).

Nel gennaio 2008 decide di riscattare la sua laurea.
Elementi utili per il calcolo:
anni di studio da riscattare;
reddito di lavoro dipendente percepito negli ultimi 12 mesi;
Aliquota fissa 33% per lavoro dipendente.

Il sig. Bianchi negli ultimi 12 mesi ha percepito un reddito di lavoro dipendente di € 15.000.
Tenendo conto che il suo corso di studi è durato quattro anni e che l’aliquota da applicare è pari al 33%, il calcolo è subito fatto:
(15.000 x 33%) = € 4.950 costo del riscatto annuale
(4.950 x 4) = € 19.800 totale onere di riscatto

2) Il sig. Rossi, invece è un neolaureato in attesa d’occupazione (corso di laurea breve triennale).

Nel marzo 2008 decide di riscattare la sua laurea. In questo caso, non essendoci ancora reddito di riferimento, il reddito minimo di riferimento è rappresentato dal reddito minimo dei commercianti, pari a € 13.800 per il 2008.
Il calcolo è il seguente
:(13.800 x 33%) = € 4.554
(4.554 x 3) = € 13.662

Lavoratori dipendenti. Perché costa tanto il riscatto della laurea?
I lavoratori dipendenti sono soggetti all’assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti di pertinenza del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (F.p.l.d.).
L’aliquota contributiva di finanziamento, è generalmente pari al 33%, di cui una parte, 9,19%, è a carico dei lavoratori dipendenti, la restante parte è a carico dei datori di lavoro.
I contributi da riscatto della laurea sono versati dall’interessato senza l’aiuto del datore di lavoro.

Il pagamento rateale
Dal 1° gennaio 2008, la rateizzazione del versamento osserva le seguenti modalità:La dilazione del pagamento non può superare le 120 mensilità (dieci anni);
L’importo complessivo deve essere suddiviso in rate uguali e consecutive d’importo unitario non inferiore a € 5,16;
La prima rata deve essere versata entro la fine del mese successivo a quello in cui viene data notizia dell’accoglimento della domanda di riscatto;
Il pagamento di ciascuna rata ha valore irrevocabile;
In caso di mancato pagamento di due rate consecutive la pratica si considera conclusa con l’accredito limitato ai contributi relativi al periodo per la cui copertura sono sufficienti i versamenti già effettuati;
Qualora nel corso della dilazione sia presentata domanda di pensione, la quota di contributo ancora dovuta deve essere versata in unica soluzione.Riprendendo l’esempio 2), Il sig. R La legge sul welfare n. 247/2007ossi potrà dilazionare il pagamento in dieci anni senza interessi: (13.662 / 120) = € 113,85 onere di riscatto mensile Benefici fiscali I contributi di riscatto possono essere detratti nella misura del 19% dalla dichiarazione dei redditi.
Dal 1° gennaio 2008, nel caso di soggetto privo di reddito tassabile, il costo del riscatto può essere detratto dall’imposta dovuta dal genitore.Riprendendo l’esempio 2), il genitore del sig. Rossi potrà detrarre:(1.366 x 19%) = € 260,00 onere detraibile.

Conclusioni
Il Legislatore ha dimostrato di avere una certa sensibilità nei confronti dei laureati interessati ai contributi di riscatto.
Desidero ricordare che Il riscatto può essere richiesto all’Inps anche da tutti gli autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni), da quelli iscritti ai fondi speciali e da quelli iscritti alla Gestione Separata (collaboratori a progetto, venditori a domicilio, liberi professionisti senza cassa di categoria).

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Riscatto della laurea


I contributi Inps da riscatto servono a coprire, a proprie spese, alcuni periodi espressamente previsti dalla legge, per i quali non esiste un obbligo assicurativo.
Ai fini pensionistici i contributi da riscatto sono utili sia per il diritto che per la misura della pensione.
Il riscatto può essere richiesto all’Inps da tutti i lavoratori dipendenti e autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni), da quelli iscritti ai fondi speciali e da quelli iscritti alla Gestione Separata (collaboratori a progetto, venditori a domicilio, liberi professionisti senza cassa di categoria).1) I periodi per i quali è possibile effettuare il riscatto                       
  • Corso legale di laurea;
  • Diploma universitario, che si consegue dopo un corso di durata non inferiore a due e non superiore a tre anni;
  • Diploma di laurea, che si consegue dopo un corso di durata non inferiore a quattro e non superiore a sei anni (corso di laurea breve);
  • Diploma di specializzazione, che si consegue dopo la laurea ed al termine di un corso di durata non inferiore a due anni;
  • Dottorato di ricerca, che si consegue dopo la laurea e ha durate diverse secondo le specifiche disposizioni di legge;
  • Sono riscattabili anche i periodi di studio per conseguire il diploma di tecnico di audiometria, fonologopedia e audioprotesi rilasciato da una scuola universitaria;
  • Conseguimento di due lauree: per chi si trova in tale situazione prima dell’entrata in vigore del D.Lgs. 184/1997 era consentito riscattare un solo corso di laurea; attualmente è possibile riscattare anche 8 e più anni di studi universitari se il periodo non è coperto da assicurazione e se la domanda è stata fatta dopo 11.07.1997;
  • Passaggio ad altro corso di laurea: può verificarsi, ad esempio, il caso che uno studente, dopo aver frequentato quattro anni di Scienze politiche senza aver conseguito la laurea, chieda ed ottenga il trasferimento a Giurisprudenza (della durata legale di 4 anni) e venga ammesso direttamente al terzo anno; una volta laureato, l’interessato può ottenere il riscatto del nuovo corso di laurea.
2) I modelli “R.L./1” e “R.L.P”.

La domanda di riscatto può essere presentata in qualsiasi momento, compilando il modulo “R.L./1” relativo alla domanda di riscatto del periodo del corso legale di Laurea o il modulo “R.L.P.” relativo alla domanda di riscatto dei corsi di studi universitari nella Gestione Separata, allegando la seguente documentazione:
  • Certificato rilasciato dall’Università che attesti il conseguimento dei titoli sopra indicati;
  • Mod. 01M/sost. rilasciato dal datore di lavoro che attesta la retribuzione percepita al momento della domanda.
La modulistica è a disposizione degli utenti.

3) Condizioni ostative

In base alla vigente normativa occorre:
  • aver conseguito il titolo di studio indicato al punto 1);
  • aver versato almeno un contributo settimanale all’Inps in qualsiasi momento della vita assicurativa;
  • il periodo da riscattare non deve essere coperto da contribuzione obbligatoria, volontaria o figurativa e da ricongiunzione.
Questo è il caso, ad esempio, dello studente lavoratore.
Tale regola vale non solo nel fondo (ad esempio fondo lavoratori dipendenti) in cui si chiede il riscatto ma anche in tutti gli altri fondi in cui si è contemporaneamente iscritti.
 
4) Costo del riscatto

Il riscatto della laurea comporta il versamento di una somma, definita tecnicamente riserva matematica, a copertura dell’incremento di pensione che deriva dal recupero degli anni di studio.
L’importo del contributo da riscatto varia in relazione all’età, al sesso, al periodo da riscattare e alla retribuzione del richiedente.
L’Inps invia al domicilio del richiedente i bollettini da pagare.
Il pagamento può essere fatto entro 60 giorni dalla comunicazione, oppure può essere rateizzato entro 5 anni (60 rate); in questo caso vengono applicati gli interessi di dilazione calcolati al tasso annuo legale.5) Benefici fiscaliGrazie alla riforma fiscale della previdenza integrativa, le somme versate per il riscatto sono interamente deducibili dal reddito.
Come mostra la tabella, il risparmio fiscale è tanto più elevato quanto è più alto il reddito del richiedente.
Risulta conveniente diluire il pagamento del riscatto contributivo.

Risparmio dal 2001:
Il prospetto prende come esempio un riscatto di laurea il cui costo è di € 10.328,14 e calcola quanto effettivamente si verrà a spendere (a seconda della fascia di reddito a cui si appartiene) grazie alla normativa fiscale.
Nell’ultima colonna è indicato il risparmio in percentuale conseguito con tale agevolazione.
Reddito Costo effettivo Risparmio
€ 20.658,28 € 7.023.81 32%
€ 25.822,84 € 7.023.81 32%
€ 30.987,41 € 7.023.81 32%
€ 33.569,70 € 6.300.77 39%
€ 36.151,98 € 6.300.77 39%
€ 41.316,55 € 6.300.77 39%
€ 46.481,12 € 6.300.77 39%
€ 51.645,69 € 6.300.77 39%
€ 61.974,83 € 6.300.77 39%


6) Effetti dei contributi da riscatto

I contributi da riscatto sono equiparati alla contribuzione obbligatoria sia per quanto attiene al diritto che per quanto riguarda la misura della pensione.
Indipendentemente dalla data di pagamento, i contributi da riscatto vengono considerati come versati all’epoca degli studi. 

7) A chi bisogna rivolgersi

Gli interessati possono rivolgersi sia all’Inps che agli Istituti di Patronato presso i Sindacati che nulla devono richiedere in pagamento per il servizio fornito.
Attualmente è difficile preventivare con esattezza il costo dei contributi di riscatto in considerazione delle variabili di calcolo: età del richiedente, sesso, periodo da riscattare, retribuzione del richiedente, tasso di interesse.8) Quanto devono rendere i fondi di previdenza integrativa per battere l’Inps?Il 28 Gennaio 2006, il Sole 24 Ore ha pubblicato un articolo in materia di contributi di riscatto della laurea, evidenziando le differenze di rendimento intercorrenti tra la previdenza obbligatoria Inps (c.d. primo pilastro) e la previdenza integrativa (c.d. secondo pilastro).
Il confronto dei dati si basa sui valori di redditività del riscatto della laurea per un lavoratore dipendente del settore privato.
Ebbene, secondo Giuseppe Romano, responsabile dell’ufficio studi di Consultique:
  • per fare meglio del “sistema retributivo Inps” una pensione integrativa deve dare il 3,6% annuo sopra l’inflazione;
  • per fare meglio del “sistema contributivo Inps” una pensione integrativa deve dare lo 0,18% annuo sopra l’inflazione.
Lo scrivente evidenzia che:
 
  • i contributi di riscatto Inps sono determinati con regole diverse a seconda della collocazione temporale: quando il periodo di studi da recuperare si colloca entro il 1995, l’Inps adotta il sistema di calcolo retributivo, successivamente si applica il sistema di calcolo contributivo.
  • In un’ottica di lungo periodo, il rendimento dei fondi pensione è generalmente superiore al tasso di rivalutazione delle pensioni Inps.
Il rendimento dei fondi pensione integrativi dipende dal gestore.
Gli interessati devono valutare attentamente il rapporto costi/benefici tra i fondi chiusi (quelli istituiti sulla base dei contratti collettivi dei lavoratori dipendenti) e i fondi aperti (quelli istituiti da soggetti abilitati alla gestione delle risorse dei fondi pensione, vale a dire: banche, assicurazioni, fondi comuni e sim).
Gli interessati, inoltre, devono valutare attentamente le clausole di trasferimento e di liquidazione dei fondi accantonati nella previdenza integrativa.