Nullità del floor nei leasing e mutui

 

3^ CRITICITA’ : “FLOOR” O BLOCCO AL RIBASSO DELLE INDICIZZAZIONI

 

TIPOLOGIA FINANZIAMENTO

 

Contratti di leasing e mutui di qualunque tipologia – SOLO A TASSO VARIABILE

 

COSA SONO ?

 

Il finanziamento a TASSO VARIABILE implica che vi sia un meccanismo di indicizzazione che, con cadenza mensile o trimestrale o semestrale, comporta un conguaglio a DEBITO o a CREDITO nei confronti del cliente, a seconda della variabilità del tasso base o di riferimento della tipologia di indicizzazione adottata (in EURO o in VALUTA) 

 

SPIEGAZIONE ANOMALIA

 

In caso di aumento del tasso base o di riferimento, il cliente riceve e paga CONGUAGLI A DEBITO senza che sia stato fissato contrattualmente alcun limite al rialzo

In caso di diminuzione del tasso base o di riferimento, il cliente riceve CONGUAGLI A CREDITO con però fissato contrattualmente un limite al ribasso

 

SOCIETA’ DI LEASING e BANCHE COINVOLTE

 

Per quanto riguarda le società di leasing, AGRILEASING inserisce tale clausola in tutti i contratti; HYPO ALPE ADRIA e FINECO avevano tale clausola ma è dal 2005 che è stata tolta.

Per quanto riguarda le banche, si è rilevata questa anomalia soprattutto nelle BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO e comunque a carattere territoriale

 

DECISIONI E STRALCI

 

In relazione alla criticità esposta e alla sua illiceità, si mette in evidenza un’ Ordinanza del Tribunale di Udine del 5 maggio scorso nella quale il Giudice ha sospeso l’ esecutività di un decreto ingiuntivo; nell’ Ordinanza il Giudice ha rilevato l’ indeterminatezza dell’ ammontare del credito vantato dalla società di leasing e, per tale ragione, ha sospeso il decreto ingiuntivo pronunciandosi così a favore del cliente.

La questione sottesa all’ Ordinanza è, in realtà, ben nota nell’ ambito dei derivati impliciti nei contratti di finanziamento; infatti in alcuni casi si rileva nei leasing (in Agrileasing praticamente tutti) la presenza di opzioni floor (significa letteralmente pavimento) che, limitando le fluttuazioni al ribasso del tasso variabile cui è indicizzato il finanziamento, consentono alla banca di garantirsi un guadagno minimo di importo spesso rilevante. In altri termini il cliente non può avvantaggiarsi del ribasso del tasso Euribor in quanto, con questa clausola, dovrà comunque pagare all’ intermediario un tasso di interesse “floor” molto più elevato del tasso corrente di mercato.

In altre parole, la clausola di indicizzazione introduce un meccanismo identico a quello apprestato dagli “strumenti finanziari derivati” di cui all’ art. 1, comma 2, lettera h) e comma 3, del TUF.

ESEMPIO PRATICO

 

Al fine di far comprendere al meglio tale ANOMALIA, viene riportato letteralmente il relativo articolo contrattuale di un leasing della società Agrileasing e la tabella che mette in evidenza la consistenza di tale aggravio :

 

B) RILEVAZIONE DELLE VARIAZIONI DEL PARAMETRO

Il parametro utilizzato verrà rilevato sul quotidiano SOLE 24 ORE per ogni periodo di adeguamento e ricalcolato come segue: MEDIA DEI VALORI MEDI MENSILI arrotondata al 0,25 superiore

 

D) CRITERIO DI CALCOLO

Alla scadenza di ciascun periodo come sopra individuato partendo dal primo giorno del mese di competenza della consegna dei beni, sarà effettuato un adeguamento del corrispettivo della locazione finanziaria a titolo di indicizzazione calcolato secondo il seguente criterio :

 

  • l’ importo del conguaglio corrisponderà al risultato della sommatoria degli importi pagati a titolo di canone (escluso quanto pagato alla stipula) nello stesso periodo,  moltiplicato per la differenza tra il valore assunto dal parametro calcolato come indicato al precedente punto B ed il valore indicato al punto A; tale prodotto va poi ulteriormente moltiplicato per il corrispondente coefficiente desunto dalla sottoriportata tabella – qualora il parametro, calcolato come detto al punto B, risultasse inferiore al 2%, NON SI PROCEDERERA’ A CONGUAGLIO ALCUNO OLTRE TALE SOGLIA.

 

OSSERVAZIONE : è evidente come la possibile riduzione dell’ Euribor rispetto al tasso di riferimento (2,40%), fattore comportante conguagli a favore del cliente, sia talmente risibile (2,40 – 2 = 0,40%) che si può ritenere che si sia in presenza quasi di un tasso fisso.

 

Si ritiene che il “floor” sia completamente assimilabile ad un DERIVATO (in questo caso chiamato tecnicamente opzione); qualsiasi tipo di opzione ha un valore di mercato, cosiddetto “premio”, che viene versato dall’ acquirente al venditore (in questo caso dalla società di leasing al cliente). Nel caso in esame non soltanto questo non è avvenuto, ma la società di leasing non ha neanche riconosciuto al cliente un’ agevolazione per esempio sullo spread.

 

TALE DERIVATO E’ DA CONSIDERARSI NULLO, IN QUANTO E’ STATO VENDUTO UNO STRUMENTO FINANZIARIO CHE HA STRAVOLTO UN CONTRATTO DI LEASING SENZA DARE LE INFORMAZIONI PREVISTE PER LEGGE SULLA VENDITA DEGLI STRUMENTI FINANZIARI.

NON SONO STATI RISPETTATI L’ ARTICOLO 21 DEL TUF (DOVERE DI COMPORTARSI CON DILIGENZA, CORRETTEZZA E TRASPARENZA E NELL’ INTERESSE DEL CLIENTE), NONCHE’ GLI ARTICOLI CHE VANNO DAL 27 AL 32 DEL REGOLAMENTO CONSOB 11522/98 AL TEMPO VIGENTE

Nella tabella seguente, vengono confrontate le rilevazioni dei tassi CON e SENZA il “FLOOR”, in  modo da quantificare l’ aggravio che il cliente ha subito per la presenza di questo DERIVATO.

 

  

 

RISULTATO DEI CONTEGGI

 

Nella tabella sono stati rilevati tutti i semestri nei quali è stato calcolato il conguaglio ricevuto o pagato dal cliente con lo sbarramento del “floor” e quello che avrebbe dovuto ricevere o pagare  senza il “floor”, quindi godendo in modo totale della riduzione dell’ EURIBOR (parametro cui è legato il contratto); dai risultati ottenuti, si evidenzia che l’ aggravio provocato al cliente dal derivato “floor” è pari ad

EURO 161.726,14