Agenzia delle Entrate: nuovi controlli fiscali mirati nel 2026

Agenzia delle Entrate: nuovi controlli fiscali mirati nel 2026

Agenzia delle Entrate: nuovi controlli fiscali mirati nel 2026

Cosa fa scattare davvero la segnalazione (e come difendersi)

Nel 2026 la Agenzia delle Entrate cambia passo: stop ai controlli “a pioggia” e via a verifiche chirurgiche, selezionate tramite l’analisi incrociata di oltre 200 banche dati, algoritmi di rischio e indicatori comportamentali. Il risultato? Più accertamenti mirati, meno casualità, e un’attenzione crescente su partite IVA e imprese medio-grandi.

Il motore di questa evoluzione è l’ecosistema informatico sviluppato con Sogei, che consente al Fisco di individuare in anticipo i profili a rischio fiscale elevato. Al centro della selezione c’è lo score ISA.


Score ISA: perché decide il “destino fiscale” del contribuente

Gli Indicatori Sintetici di Affidabilità (ISA) assegnano un punteggio da 1 a 10 ai titolari di partita IVA.

Attenzione: un ISA basso non prova l’evasione, ma per l’algoritmo è un campanello che non viene ignorato. I punteggi nascono dall’incrocio di oltre 1.100 codici attività con variabili contabili, strutturali e territoriali (ubicazione, affitti, flussi, stagionalità). Tradotto: dichiarare ricavi “da periferia” con costi “da centro storico” non passa inosservato.


I numeri del 2026: cosa prevede il PIAO

Il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) fissa obiettivi chiari:


Le anomalie che fanno scattare l’alert (subito)

Oggi ignorare una comunicazione dell’Agenzia è rischiosissimo: la segnalazione può diventare accertamento in tempi rapidi. Le anomalie più “attenzionate” sono:


Concordato Preventivo Biennale: perché incide sui controlli

L’adesione è facoltativa, ma non neutra. L’art. 34, comma 2, del d.lgs. 13/2024 è esplicito: l’Agenzia e la Guardia di Finanza intensificano i controlli sui soggetti che non aderiscono o decadono dal concordato. In pratica, chi resta fuori sale di priorità nelle agende ispettive.


Cosa fare adesso 

Se pensi che “tanto non capiscono”, ricorda: oggi capiscono eccome. Meglio arrivare preparati, con un buon consigliere al fianco.


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FAQ – Controlli fiscali mirati 2026

Uno score ISA basso significa evasione?
No. È un indicatore di rischio che aumenta la probabilità di controllo.

Ignorare una lettera è grave?
Sì. Oggi accelera l’apertura dell’accertamento.

Il CPB conviene sempre?
Dipende. Va valutato caso per caso con simulazioni.

Chi è più esposto nel 2026?
Partite IVA con ISA basso e imprese medio-grandi fuori dal CPB.


English version (summary)

Targeted Tax Audits in Italy – 2026 Update
Italy’s Tax Authority is shifting to risk-based audits, using ISA scores, accounting anomalies, POS data, VAT credits and CPB adherence to select high-risk taxpayers. Businesses with low ISA scores or outside the Biennial Preventive Agreement face increased scrutiny. Proactive compliance and professional advice are key.