Fotovoltaico, batterie BESS e certificati bianchi 2026: IVA al 10%, al 22% o reverse charge? Guida fiscale per imprese e installatori
Dalla nuova risposta dell'Agenzia delle Entrate sui sistemi di accumulo alle agevolazioni per gli investimenti energetici: gli errori fiscali da evitare e le opportunità da valutare prima di firmare un contratto.
Un impianto fotovoltaico e un sistema di accumulo non ricevono necessariamente lo stesso trattamento IVA. Con la risposta n. 181 del 15 ottobre 2026, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che la fornitura chiavi in mano di un sistema BESS aggiunto a un impianto fotovoltaico già funzionante, nelle condizioni esaminate, è soggetta all'IVA ordinaria del 22%, anziché all'aliquota agevolata del 10%.
La questione interessa direttamente produttori di energia, EPC contractor, installatori di impianti fotovoltaici, aziende manifatturiere, imprese agricole e investitori che intendono ridurre i costi energetici oppure ricavare reddito dalla produzione e dall'accumulo di elettricità.
Ma l'aliquota IVA è soltanto una parte del problema. Occorre valutare anche il reverse charge, la detraibilità dell'imposta, l'ammortamento dell'investimento, la contabilizzazione degli incentivi e il trattamento fiscale dei ricavi energetici.
Studio Cavallari – Italian Tax Advisor assiste imprese e investitori nell'analisi fiscale, contabile e societaria dei progetti legati alle energie rinnovabili, anche attraverso il coordinamento con progettisti, tecnici energetici e specialisti del settore.
BESS su fotovoltaico esistente: perché l'Agenzia applica il 22%?
I BESS (Battery Energy Storage Systems) sono sistemi che immagazzinano elettricità, generalmente mediante batterie elettrochimiche, e la restituiscono quando necessario.
Possono contribuire a ottimizzare l'autoconsumo, ridurre gli acquisti di energia nelle ore più costose e valorizzare l'elettricità nei mercati energetici.
Nell'interpello n. 181/2026, la società istante disponeva di un impianto fotovoltaico già operativo, con produzione annua di circa 8.069 MWh. Intendeva aggiungere un accumulatore alimentato sia dall'impianto fotovoltaico sia dalla rete elettrica, per svolgere attività di time shifting e partecipare ai mercati elettrici.
L'Agenzia ha escluso l'IVA agevolata perché:
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Il sistema BESS immagazzina energia, ma non la produce.
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L'impianto fotovoltaico esistente era già autonomamente funzionante.
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La nuova infrastruttura non costituiva una costruzione o un ampliamento assimilabile a una nuova parziale costruzione dell'impianto di produzione.
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Il collegamento funzionale tra batteria e fotovoltaico non era sufficiente per estendere automaticamente il beneficio fiscale.
La conseguenza pratica: non basta indicare contrattualmente che una batteria è destinata a un impianto fotovoltaico per ottenere l'IVA al 10%.
La corretta qualificazione deve essere effettuata prima della fatturazione, esaminando progetto, contratto, natura dell'intervento e configurazione dell'impianto.
Impianti fotovoltaici 2026: quando si applicano IVA al 10%, al 22% e reverse charge?
Un dubbio frequente tra gli installatori riguarda la realizzazione di impianti sui tetti di capannoni industriali, negozi e stabilimenti produttivi.
La risposta non dipende semplicemente dal fatto che il cliente sia un privato oppure un'impresa.
Occorre distinguere il tipo di operazione, la natura dell'immobile, il contenuto del contratto e le caratteristiche dell'impianto.
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Operazione |
Trattamento IVA da verificare |
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Realizzazione di nuovo impianto fotovoltaico con contratto di appalto |
IVA 10% se ricorrono i requisiti normativi |
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Cessione di beni finiti destinati alla costruzione dell'impianto |
IVA 10% alle condizioni previste |
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Sola installazione di impianto su edificio, resa a soggetto passivo IVA |
Possibile reverse charge |
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BESS aggiunto a impianto FV già funzionante, nel caso dell'interpello 181/2026 |
IVA 22% |
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Manutenzione di impianti fotovoltaici su edifici |
Possibile reverse charge per la prestazione di servizi |
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Impianto autonomamente accatastato come centrale elettrica |
Valutazione specifica; non automatico reverse charge degli impianti relativi agli edifici |
Schema orientativo: IVA agevolata e reverse charge rispondono a presupposti differenti. Le aliquote indicate non sostituiscono l'esame del contratto e delle caratteristiche tecniche dell'intervento.
Fotovoltaico sul tetto di un capannone: si applica il reverse charge?
Secondo i chiarimenti forniti dall'Agenzia delle Entrate nella circolare 37/E/2015, il reverse charge previsto dall'articolo 17, comma 6, lettera a-ter), del DPR 633/1972 può applicarsi ai servizi di installazione e manutenzione degli impianti fotovoltaici posti sugli edifici, quando l'operazione rientra nel suo ambito oggettivo e soggettivo.
Se invece viene realizzata una centrale fotovoltaica autonomamente accatastata come unità immobiliare, il trattamento può essere diverso.
Attenzione alla distinzione tra appalto, prestazione di installazione e fornitura con posa in opera: non sono espressioni equivalenti dal punto di vista IVA. La prevalenza della fornitura di beni o l'esistenza di un obbligo di realizzare un'opera possono cambiare la disciplina applicabile.
Il reverse charge permette comunque di applicare il 10%?
Il reverse charge è un meccanismo di assolvimento dell'IVA, non un'aliquota fiscale.
Nelle operazioni soggette a inversione contabile, il fornitore emette la fattura senza addebitare l'imposta e il cliente soggetto passivo IVA provvede agli adempimenti previsti.
Di conseguenza, occorre prima stabilire se l'operazione sia soggetta a reverse charge oppure al sistema ordinario di fatturazione. Solo quando l'IVA viene addebitata ordinariamente diventa rilevante stabilire quale aliquota il fornitore debba esporre.
Un'errata qualificazione può provocare contestazioni fiscali, rettifiche e sanzioni per entrambe le parti.
Investire nelle batterie BESS: il vero costo è quello al netto degli effetti fiscali
Per valutare un investimento energetico non basta confrontare il prezzo richiesto dal fornitore.
Si consideri, ad esempio, una società industriale che commissiona un sistema BESS per 400.000 euro.
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Voce |
Importo |
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Investimento imponibile |
400.000 € |
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IVA ordinaria 22% |
88.000 € |
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Totale fattura |
488.000 € |
Se l'IVA è integralmente detraibile, gli 88.000 euro non rappresentano normalmente un costo definitivo dell'impianto, ma possono determinare un fabbisogno temporaneo di liquidità.
Se invece l'impresa ha un pro-rata di detrazione o svolge operazioni esenti, l'IVA indetraibile può incidere sul costo effettivo dell'investimento.
Questo aspetto è particolarmente importante nella predisposizione del piano finanziario.
Prima dell'investimento è opportuno verificare:
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Il regime IVA applicabile e l'eventuale detraibilità.
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La corretta qualificazione e capitalizzazione dei beni.
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L'ammortamento fiscale e civilistico.
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Il trattamento dei costi finanziari e dell'eventuale leasing.
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Gli incentivi disponibili e i limiti di cumulabilità.
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I ricavi futuri da autoconsumo, vendita di energia e servizi di rete.
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Il fabbisogno di cassa, i rischi operativi e il tempo di rientro dell'investimento.
Un buon commercialista deve aiutare l'imprenditore a decidere se il progetto sia conveniente, non limitarsi a registrare la fattura quando arriva.
Certificati bianchi 2026: un'opportunità per le imprese che migliorano l'efficienza energetica
Un'impresa che riduce i consumi attraverso investimenti tecnologici può, in determinate condizioni, ottenere un beneficio economico ulteriore rispetto al risparmio sulla bolletta.
I Certificati Bianchi, denominati anche Titoli di Efficienza Energetica (TEE), sono titoli riconosciuti nell'ambito del meccanismo nazionale di incentivazione dei risparmi energetici.
Il loro rilascio è collegato al conseguimento di risparmi addizionali di energia primaria, calcolati attraverso metodologie e procedure definite dalla normativa.
La disciplina è stata aggiornata dal Decreto ministeriale 21 luglio 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'11 settembre 2025.
Quali investimenti possono beneficiare dei certificati bianchi?
Tra gli ambiti da esaminare vi sono il miglioramento dell'efficienza dei processi industriali, il recupero del calore, l'ottimizzazione degli impianti tecnologici, la sostituzione di macchinari energivori e altri interventi che producono risparmi misurabili.
Non ogni riduzione dei consumi dà automaticamente diritto ai certificati.
Il GSE valuta l'ammissibilità dei progetti e il risparmio addizionale rispetto alla situazione di riferimento. Esistono procedure di valutazione a consuntivo e standardizzate, con requisiti e soglie differenti.
Si possono cumulare i certificati bianchi con altri incentivi?
Non sempre.
L'articolo 16 del DM 21 luglio 2025 contiene specifici divieti di cumulo con altri incentivi pubblici riferiti ai medesimi progetti, prevedendo alcune eccezioni e condizioni.
Un'impresa che accede a un contributo pubblico, a una misura per la transizione energetica oppure a un incentivo per investimenti produttivi deve quindi verificare anticipatamente se possa ottenere anche i TEE.
Il rischio è duplice: rinunciare a un'agevolazione conveniente oppure beneficiare di incentivi incompatibili, con possibili recuperi successivi.
Certificati verdi e certificati bianchi: quali differenze?
Spesso questi strumenti vengono confusi, ma rispondono a finalità diverse.
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Strumento |
Finalità |
Situazione nel 2026 |
|---|---|---|
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Certificati Bianchi (TEE) |
Incentivare risparmi energetici addizionali |
Meccanismo operativo secondo la disciplina vigente |
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Certificati Verdi (CV) |
Storica incentivazione della produzione elettrica da fonti rinnovabili |
Sistema sostituito, dal 2016, dall'incentivo ex CV |
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GRIN |
Gestione degli incentivi ex Certificati Verdi |
Rilevante per impianti aventi diritto |
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Garanzie di Origine (GO) |
Certificare l'origine rinnovabile dell'energia |
Strumento distinto dagli incentivi all'efficienza |
I certificati verdi non costituiscono oggi un incentivo generalmente accessibile ai nuovi impianti fotovoltaici. Dal 2016, per gli impianti interessati, è subentrato il sistema di incentivazione ex Certificati Verdi gestito attraverso GRIN.
GSE
+1
Per le imprese che dispongono di impianti incentivati da molti anni, possono essere rilevanti i controlli sui contratti GSE, le modifiche impiantistiche, le sostituzioni dei componenti e le condizioni di mantenimento degli incentivi.
Anche le Garanzie di Origine meritano attenzione quando la società produce, acquista o commercializza energia rinnovabile, ma non devono essere confuse con i certificati che remunerano un risparmio energetico.
Imprese agricole, agrivoltaico e produzione di energia: attenzione alla fiscalità
Per un'azienda agricola la realizzazione di un impianto fotovoltaico può rappresentare sia uno strumento per ridurre i costi aziendali sia un'attività di produzione e vendita di energia.
Tuttavia, produrre energia elettrica da fonti rinnovabili non significa automaticamente assoggettare tutti i ricavi alla tassazione catastale agricola.
Occorre valutare l'articolo 2135 del Codice civile, l'articolo 1, comma 423, della legge 266/2005, l'articolo 32 del TUIR e le disposizioni specifiche riguardanti le attività agricole connesse.
La disciplina delle imposte dirette delle attività agricole è stata inoltre interessata dalle modifiche del D.Lgs. 192/2024.
La verifica deve riguardare la natura dell'attività, i limiti normativi, la connessione con l'azienda agricola e l'eventuale quota di energia prodotta e ceduta.
Nel settore agrivoltaico, inoltre, è importante coordinare la qualificazione fiscale dell'attività agricola con gli obblighi tecnici e gli eventuali incentivi previsti per la produzione elettrica.
Leasing fotovoltaico, acquisto diretto o società dedicata?
Per un'impresa che investe alcune centinaia di migliaia di euro in un impianto, la scelta della forma di finanziamento può incidere significativamente sulla liquidità e sul risultato fiscale.
L'acquisto diretto, il leasing finanziario, il finanziamento bancario e la costituzione di una società veicolo (SPV) presentano differenze che meritano una valutazione preventiva.
In particolare, il commercialista può analizzare la deduzione dei canoni, gli ammortamenti, gli interessi passivi, il trattamento IVA e la possibile separazione dei rischi tra attività produttiva e investimento energetico.
Nel caso di società dedicate alla produzione elettrica, diventa importante anche la predisposizione di un piano economico-finanziario che tenga conto dei flussi di cassa futuri, dei contratti di vendita dell'energia e dei costi di manutenzione.
Batterie BESS e mercati elettrici: nuovi ricavi, nuovi rischi
Per gli investitori più strutturati, l'accumulo non serve esclusivamente a utilizzare di sera l'energia prodotta durante il giorno.
Può essere impiegato per operazioni di time shifting, partecipazione ai mercati dell'energia e servizi di bilanciamento, anche nell'ambito dei meccanismi regolati da ARERA e Terna.
Tra questi assume rilievo il MACSE, il meccanismo di approvvigionamento a termine della capacità di stoccaggio elettrico, disciplinato nell'ambito del quadro regolatorio nazionale.
Per questi progetti il business plan deve considerare non solo i ricavi energetici attesi, ma anche il degrado delle batterie, la capacità disponibile, gli impegni contrattuali, gli oneri di gestione, i finanziamenti e la fiscalità della società titolare dell'impianto.
L'assistenza fiscale e finanziaria assume quindi un ruolo determinante nella valutazione dell'effettiva sostenibilità economica dell'investimento.
Un commercialista specializzato nella fiscalità delle energie rinnovabili a Padova
Le imprese che operano nelle energie rinnovabili incontrano problematiche molto diverse da quelle della contabilità ordinaria.
Un installatore può avere dubbi sulla corretta fatturazione dei lavori; una società industriale può voler verificare la convenienza di un BESS; un'azienda agricola può chiedersi come tassare la vendita dell'energia; un investitore può aver bisogno di strutturare e finanziare una società di produzione elettrica.
Studio Cavallari – Italian Tax Advisor, con riferimento a Padova e al territorio nazionale, propone assistenza nelle seguenti aree:
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Consulenza IVA per impianti fotovoltaici, BESS, appalti EPC e reverse charge.
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Trattamento fiscale e contabile degli investimenti in impianti da fonti rinnovabili.
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Valutazione dei certificati bianchi, dei meccanismi ex certificati verdi e degli incentivi GSE, con il supporto tecnico specialistico necessario.
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Fiscalità della produzione e vendita di energia, comprese le imprese agricole.
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Leasing, finanziamenti, costituzione di società dedicate e operazioni di investimento.
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Budget, analisi della redditività e previsioni dei flussi finanziari.
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Coordinamento con consulenti tecnici e legali per i profili autorizzativi, contrattuali e regolatori.
Il nostro approccio parte dall'investimento e dai suoi obiettivi economici. Una consulenza fiscale corretta deve aiutare l'imprenditore a individuare per tempo criticità, alternative e opportunità, evitando che un errore contrattuale o una scelta fiscale sbagliata compromettano la redditività dell'operazione.
Domande frequenti su IVA fotovoltaico, BESS e certificati energetici
Le batterie BESS installate su un impianto fotovoltaico esistente hanno IVA al 10%?
Nel caso esaminato dalla risposta 181/2026 dell'Agenzia delle Entrate, no. La fornitura chiavi in mano è soggetta all'IVA del 22%, perché il BESS è considerato un'infrastruttura di accumulo distinta dall'impianto di produzione.
L'installazione di pannelli fotovoltaici su un capannone industriale è in reverse charge?
Può esserlo quando si tratta di una prestazione di installazione relativa a un edificio, resa a un soggetto passivo IVA, e sussistono gli altri requisiti previsti dall'articolo 17 del DPR 633/1972. Occorre esaminare il contratto e l'operazione concreta.
Un'impresa può ottenere certificati bianchi installando pannelli fotovoltaici?
Non automaticamente. I certificati bianchi incentivano il risparmio energetico addizionale riconosciuto secondo specifiche metodologie, non la semplice produzione di elettricità rinnovabile.
I certificati verdi esistono ancora nel 2026?
Il vecchio meccanismo dei certificati verdi è stato sostituito dal 2016, per gli impianti aventi diritto, dall'incentivo ex Certificati Verdi gestito attraverso GRIN.
Il leasing di un impianto fotovoltaico è fiscalmente conveniente?
Dipende da durata, condizioni finanziarie, regime IVA, deducibilità dei canoni, tipologia del bene e redditività prevista. La convenienza va confrontata con l'acquisto diretto e il finanziamento bancario.
Chi può assistere un'impresa nella fiscalità delle energie rinnovabili a Padova?
Studio Cavallari – Italian Tax Advisor offre consulenza fiscale, contabile e societaria alle imprese che realizzano, acquistano o gestiscono impianti energetici, con particolare attenzione alla pianificazione degli investimenti e al coordinamento con i tecnici di settore.
Fonti normative e istituzionali
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Agenzia delle Entrate, risposta n. 181 del 15 ottobre 2026, IVA sui sistemi di accumulo BESS.
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MEF, Agenzia delle Entrate, circolare 37/E/2015, reverse charge per installazioni di impianti.
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Gazzetta Ufficiale, DM 21 luglio 2025, aggiornamento dei certificati bianchi.
Hai un progetto fotovoltaico o un investimento energetico da valutare?
Prima di sottoscrivere un contratto di installazione, acquistare un sistema BESS o richiedere un incentivo, è utile verificare il trattamento fiscale e la sostenibilità economica dell'operazione.
Studio Cavallari può affiancare imprenditori, installatori e investitori con una consulenza personalizzata, fondata sull'esperienza professionale e sull'esame delle esigenze concrete.
Dott. Massimo Cavallari Commercialista da oltre 25 anni, iscritto al n. 932/A Padova ed Esperto de Il Sole 24 Ore.
Studio Cavallari – Italian Tax Advisor Tel. +39 049 613584 Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.