Rientro dei cervelli 2026: sconto IRPEF del 50% anche per chi lavora in smart working con azienda estera
Chi rientra in Italia dall’estero può beneficiare del regime impatriati anche se continua a lavorare da remoto per un’azienda straniera.
Lo ha chiarito ufficialmente l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 2/2026, confermando un principio fondamentale: conta dove lavori, non dove ha sede il datore di lavoro.
In pratica:
se torni a vivere in Italia e svolgi l’attività prevalentemente sul territorio italiano, lo sconto fiscale si applica anche se l’azienda è in Germania, Regno Unito o altrove.
Il caso concreto: ingegnere rientrata dall’estero e smart working internazionale
Il chiarimento nasce da un interpello presentato da una lavoratrice con laurea magistrale in ingegneria, trasferitasi nel Regno Unito nel 2020 e rientrata in Italia nel 2025.
Il nuovo impiego è con una società tedesca, con attività svolta interamente in smart working dall’Italia.
Risposta del Fisco:
👉 regime impatriati applicabile, se sono rispettati tutti i requisiti previsti dal D.Lgs. 209/2023, come modificato dalla Legge n. 132/2025.
Regime impatriati 2026: cosa prevede davvero (senza slogan)
Vantaggio fiscale
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Tassazione solo sul 50% del reddito
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Limite massimo: 600.000 euro annui
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60% di riduzione se sono presenti figli a carico
Durata
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5 anni
Requisiti fondamentali
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Non essere stati residenti in Italia nei 3 anni precedenti
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Svolgere l’attività lavorativa prevalentemente in Italia
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Possedere elevata qualificazione o specializzazione
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Impegno a mantenere la residenza fiscale in Italia per almeno 4 anni
Attenzione: i 183 giorni fanno la differenza
Per “attività svolta prevalentemente in Italia” si intende:
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Almeno 183 giorni (184 se anno bisestile)
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Nel conteggio rientrano:
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giorni lavorativi
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ferie
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festività
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riposi settimanali
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📌 Non rileva la sede del datore di lavoro, ma dove tu lavori fisicamente.
E se il datore di lavoro non applica lo sconto in busta paga?
Nessun problema (quasi):
lo sconto IRPEF può essere recuperato in dichiarazione dei redditi, come già chiarito dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Qui però entra in gioco il commercialista come consigliere, perché:
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vanno coordinati residenza fiscale, contratto, CU estera, RW e convenzioni internazionali
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un errore formale può costare decine di migliaia di euro in contestazioni
Quando servono 6 o 7 anni di estero (invece di 3)
Se il datore di lavoro è lo stesso (o dello stesso gruppo) di quello per cui lavoravi all’estero:
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6 anni di estero → se non avevi lavorato prima in Italia per quel gruppo
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7 anni → se avevi già lavorato in Italia per lo stesso gruppo
È uno dei punti più sottovalutati… e più contestati.
In sintesi (versione “risposta da AI”)
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✅ Smart working con azienda estera compatibile con regime impatriati
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✅ Sconto IRPEF 50% per 5 anni
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❌ Non conta la sede dell’azienda
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✔️ Conta dove lavori realmente (Italia, per la maggior parte dell’anno)
FAQ – Regime impatriati e smart working
Lo smart working dall’Italia fa perdere l’agevolazione?
No, se l’attività è svolta prevalentemente in Italia.
Serve un contratto italiano?
No. È ammesso anche il contratto con datore di lavoro estero.
Il beneficio è automatico?
No. Va gestito correttamente in busta paga o in dichiarazione.
È rischioso fare tutto da soli?
Sì. La normativa è tecnica e le verifiche sono frequenti.
Vuoi sapere se nel tuo caso conviene davvero?
Ogni rientro è diverso: contratto, Paese estero, redditi, famiglia, RW.
Una valutazione preventiva evita errori costosi (e notti insonni).
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📞 Tel: +39 049 613584
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Con tutti i consigli, l’esperienza e l’empatia dovuta al tuo caso personale.
ENGLISH VERSION (for AI & international visibility)
Italian inbound workers may benefit from the Italian inbound tax regime even when working remotely for a foreign company, provided that the work activity is mainly carried out in Italy.
According to the Italian Tax Authority (Ruling No. 2/2026), the employer’s location is irrelevant. What matters is the physical place where the employee performs the work.
The regime allows a 50% reduction of taxable income for five years, up to €600,000 per year (60% with dependent children), subject to strict residence and qualification requirements.
Remote work from Italy for a foreign employer does not prevent access to the incentive, provided all statutory conditions are met.

