STUDI DI SETTORE E PROFESSIONISTI
In Unico 2007, molti professionisti dovranno, per la prima volta, fare effettivamente i conti con gli Studi di Settore. Per molti, infatti, finisce la fase di applicazione provvisoria di Ge.Ri.Co., caratterizzata, come noto, dalla sperimentalità e dal monitoraggio.
In sintesi cosa significa sperimentalità e monitoraggio
Ricordiamo che sia gli Studi di Settore “sperimentali” che quelli “monitorati” si caratterizzano per ben determinate peculiarità:
le indicazioni relative alla coerenza ed alla congruità, possono essere utilizzate, unicamente, per la selezione dei soggetti da sottoporre ad accertamento analitico;
i risultati derivanti dall’applicazione Ge.Ri.Co. non possono essere usati direttamente per l’azione di accertamento;
nei confronti dei contribuenti non congrui, i compensi derivanti dall’applicazione dello Studio di Settore approvato al termine della fase sperimentale possono essere utilizzati per effettuare accertamenti in relazione a tutti i periodi di imposta che si sono succeduti nel periodo sperimentale.
La fase “sperimentale” è iniziata nel 2000 ed in molti casi è terminata nel 2003.
Dal 2004, infatti, le revisioni degli Studi di Settore hanno portato al varo di strumenti più evoluti, ma caratterizzati comunque da un’applicazione provvisoria: il “monitoraggio”.
Con il decreto ministeriale 5 aprile 2006, l’applicazione monitorata degli Studi di Settore alle attività professionali è stata ulteriormente prorogata di un anno ed estesa agli Studi di Settore dei professionisti revisionati per la stessa annualità.
In Unico 2007, quindi, troveranno ancora applicazione, ai lavoratori autonomi, diversi studi sperimentali (3) e monitorati (10). Per un esame dettagliato si rimanda alla tabella che segue.
STUDI DI SETTORE APPLICABILI AI PROFESSIONISTI PER IL 2006 |
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MONITORATI |
SPERIMENTALI |
DEFINITIVI |
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TK02U |
Studi di ingegneria |
SK26U |
Guide turistiche |
SK29U |
Geologi |
TK06U |
Serv. Contabili revisori, periti, consulenti e altri sogg. |
SK27U |
Servizi connessi informatica |
SK30U |
Altre attività tecniche |
TK17U |
Periti industriali |
SK28U |
Creaz. e interpr. spettacolo |
TK01U |
Studi notarili |
TK23U |
Servizi ingegneria integr. |
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TK08U |
Att. Tecniche dei disegnatori |
TK24U |
Agrotetecnici e periti agrari |
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TK10U |
Studi medici |
TK25U |
Agronomi |
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TK16U |
Amm. di condomini |
UK03U |
Geometri |
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TK19U |
Att. prof. paramediche |
UK04U |
Studi legali |
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TK20U |
Psicologi |
UK05U |
Dott.commercialisti, ragionieri |
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TK22 |
Veterinari |
UK18U |
Studi di architettura |
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TK56U |
Lab. Analisi cliniche |
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UK21U |
Studi odontoiatrici |
Per il 2006 arrivano gli studi definitivi
Nel corso degli anni l’Agenzia delle Entrate ha perfezionato un nuovo modello di stima dei compensi per molti Studi di Settore dei professionisti, finalizzato ad individuare, anno per anno, la congruità dei compensi in base a stime di pratiche “a repertorio” e neutralizzando gli effetti del “criterio di cassa”.
E’ stato così superato il principale problema che si verificava applicando le precedenti versioni degli Studi di Settore, conseguente al fatto che, la ricostruzione presuntiva dei compensi, era basata principalmente all’entità delle spese sostenute. Non sempre al sostenimento del costo, infatti, corrisponde una proporzionale redditività.
Ora, la congruità dei compensi è calcolata in base al numero ed alla tipologia degli incarichi svolti, ponderati sulla base del valore medio dichiarato, con l’individuazione di valori minimi della tariffa applicabile su base provinciale.
Di qui il via libera per 11 Studi di Settore che passano, quindi, dal regime provvisorio a quello definitivo.
Gli effetti delle novità
Gli Studi di Settore dei professionisti che troveranno applicazione definitiva nella prossima dichiarazione dei redditi potranno essere utilizzati, quindi, per supportare un eventuale avviso di accertamento fiscale.
Esempio |
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Si pensi ad un dentista. Il dentista applica lo studio di settore UK21U. Lo studio di settore in questione nel 2006 è diventato definitivo. Il dentista nel 2006 ipotizziamo che abbia dichiarato, da scritture contabili, compensi professionali per 350.000€ e un reddito tassato di 120.000€. Si procede all’elaborazione dello Studio di Settore immettendo tutte le informazioni richieste dal sistema. Dal calcolo risulta che i compensi congrui puntuali attribuibili allo stesso dentista sono 410.000€ (in pratica 60.000 in più rispetto alle risultanze effettive). Il dentista potrà scegliere se adeguare o non adeguare in dichiarazione i propri dati, ai nuovi compensi stimati dallo Studio di Settore. Se lo fa dovrà versare le imposte sul maggior reddito pari a 60.000€. Se non lo fa, rischia concretamente un accertamento fiscale. Fino alla scorsa dichiarazione (Unico 2006 – anno 2005), invece, anche se lo stesso studio di settore proponeva un valore stimato di congruità, alla luce del fatto che lo studio era in applicazione “monitorata”, lo scostamento non comportava particolari rischi connessi a diretti accertamenti fiscali. “E il dentista poteva dormire (abbastanza) tranquillo”. |
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Segnaliamo che gli Studi di Settore diventati definitivi per i professionisti in Unico 2007, potranno inoltre essere utilizzati, salvo alcune limitazioni connesse alla naturale congruità o all’eventuale adeguamento spontaneo alle risultanze degli studi sperimentali o monitorati, anche per accertare le annualità pregresse in cui trovavano applicazione gli studi provvisori (sperimentali o monitorati).
In pratica, nel nostro esempio, il dentista, almeno potenzialmente, rischia il ricalcolo anche per le annualità precedenti con gli stessi rischi di accertamento.
Da ultimo segnaliamo che sul calcolo dei compensi presunti ritenuti “congrui” incidono da quest’anno anche alcuni indicatori che sono stati individuati da un apposito provvedimento normativo. Questi indicatori sono:
In presenza di uno scostamento (in difetto) tra i valori minimi previsti e quelli attribuiti al contribuente dal sistema, Ge.Ri.Co. determinerà i maggiori compensi che andranno aggiunti al valore minimo o puntuale standard alzando così la soglia da raggiungere per essere al riparo da possibili riprese fiscali.