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OGGETTO Il Nuovo quadro RW in unico PF 2014

 


La disciplina del cd “monitoraggio fiscale” è stata oggetto di rilevanti modifiche da parte della cd.

Legge Europea 2013” (art. 9, L.97/2013) che hanno sostituito gli artt. 4, 5 e 6, DL 167/90.

In particolare, nell’ambito del quadro RW:

  • sono state soppresse le sezioni I e III:
    ex Sezione I i trasferimenti per cause diverse da investimenti e attività finanziarie estere
    ex Sezione III i trasferimenti per investimenti e attività finanziarie estere

  • è stata introdotta la figura del “titolare effettivodegli investimenti/attività estere.

L’Agenzia delle Entrate con la:

  • CM 38/2013: ha fornito i chiarimenti necessari per la compilazione del nuovo RW

  • Provv.18/12/2013: ha disposto che dette novità sono applicabili dal 2013 (Unico 2014)

  • non vanno più indicati i trasferimenti da, verso e sull’estero;

  • il monitoraggio interessa anche il cd “titolare effettivo” degli investimenti / attività estere

  • vanno liquidate l’IVIE e l’IVAFE.

 

Di recente, l’Agenzia, attraverso una modifica inserita nella legge di conversione del DL 4/2014, ha reintrodotto il limite quantitativo che consente di beneficiare dell’esonero dalla compilazione del modulo; in particolare, vengono meno gli obblighi di monitoraggio fiscale per i depositi e c/c bancari costituiti all'estero il cui valore massimo complessivo nel corso dell’anno non sia superiore a €.10.000.

 

AMBITO SOGGETTIVO

 

Sono tenuti agli obblighi del cd “monitoraggio fiscale”:

  • persone fisiche; enti non commerciali; società semplici ed equiparate (es: studi associati)

  • fiscalmente residenti in Italia, anche se titolari di partita Iva per le operazioni poste in essere nell’esercizio di tale attività, indipendentemente dal tipo di contabilità adottata.

 

Chiarimenti dell’’Agenzia:

  • usufrutto e nuda proprietà: sia il nudo proprietario che l’usufruttuario devono compilare il

quadro RW (RM 142/2010)

  • comproprietà: il quadro RW va compilato da ciascun cointestatario con riferimento all’intero valore delle attività e con l’indicazione della percentuale di possesso

  • disponibilità degli investimenti: il quadro RW va compilato anche dai soggetti che hanno

la “mera disponibilità” o “possibilità di movimentazione” in conto proprio delle attività detenute all'estero (es.: c/c estero intestato a Tizio sul quale Caio ha la “delega di firma”; anche Caio deve indicare l’intera consistenza del C/C "qualora si tratti di una delega al prelievo e non soltanto di una mera delega ad operare per conto dell'intestatario").

 

LA FIGURA DEL TITOLARE EFFETTIVO

 

L’obbligo di indicazione a quadro RW degli investimenti è applicabile, a partire dal 2013:

1) sia in capo ai possessori “formalidelle stesse (persone fisiche, enti non commerciali e società semplici e soggetti equiparati, residenti in Italia)

2) ma anche ai cd. “titolari effettivi”, e cioè ai soggetti che li detengono per il tramite di società ed altre entità giuridiche nei casi in cui ne risultino i “titolari effettivi”.

 

Individuazione: sono richiamate le disposizioni vigenti in materia di antiriciclaggio (art. 2 dell’“Allegato tecnico” del D.Lgs.231/2007):

 

SOGGETTI ESONERATI

Sono esonerati dalla compilazione del quadro RW i seguenti soggetti:

a) diversi dalle persone fisiche:

  • società (di persone e capitali) commerciali ed enti commerciali enti pubblici e soggetti equiparati (art. 74 c. 1 TUIR)

b) persone fisiche esonerate: sono esclusi per le attività detenute all'estero:

A) DIPLOMATICI O DIPENDENTI DI ORGANISMI

SOVRANAZIONALI

(la loro residenza fiscale in Italia è

determinata ex lege o in base ad accordi

internazionali)

 in qualsiasi paese estero si trovino gli investimenti

 per il periodo d'imposta in cui lavorano

(esonero totale)

si applica anche al coniuge (se non eserciti una propria attività lavorativa) ed ai figli ed ai minori a carico

B) FRONTALIERI:

(soggetti residenti in Italia che prestano la loro attività in via continuativa all'estero in zone di frontiera e in altri paesi limitrofi)

 limitatamente agli investimenti: detenuti nel Paese in cui è svolta l'attività lavorativa

 per il periodo d'imposta in cui lavorano (esonero limitato)

 

In entrambi i casi, l’esonero:

 è riconosciuto per l’intero anno qualora l’attività lavorativa all’estero sia svolta in via

“continuativa” per la maggior parte del medesimo periodo

Nota: in pratica occorre verificare che la condizione di lavoratore all’estero sia stata realizzata per un

numero complessivo di giorni maggiore a 183 nell’arco dell’anno, anche se non continuativi

 è riconosciuto, in caso di rientro in Italia, a condizione che il lavoratore trasferisca le attività

detenute all’estero entro 6 mesi dall’interruzione del rapporto di lavoro all’estero.

Reddito: rimane fermo l’obbligo di dichiarare i redditi derivanti dagli investimenti esteri (anche

se esonerati da monitoraggio a quadro RW).

Sono inoltre esclusi gli organismi d’investimento collettivo (OICR), i fondi immobiliari soggetti al regime

fiscale di non imponibilità e le forme pensionistiche complementari.

 

ESONERI OGGETTIVI – IL RUOLO DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI

Il quadro RW non va compilato per:

1) attività finanziarie e patrimoniali affidate in gestione/amministrazione agli intermediari finanziari residenti

2) contratti produttivi di redditi di natura finanziaria conclusi attraverso l’intervento degli intermediari finanziari residenti in qualità di controparti ovvero come mandatari di una delle controparti contrattuali

3) attività finanziarie e patrimoniali i cui redditi siano riscossi attraverso l’intervento degli intermediari.

In tutti e tre i casi l’esonero compete a condizione che i redditi di natura finanziaria e patrimoniale siano stati assoggettati a tassazione mediante l’applicazione:

 dell’imposta sostitutiva nell’ambito dei regimi del risparmio amministrato o gestito (artt. 6 e 7

del DLgs.461/97)

 delle imposte sostitutive o delle ritenute a titolo d’imposta o d’acconto sulla base delle

disposizioni contenute nel DPR 600/73 o in altre disposizioni

 della nuova ritenuta d’ingresso.

L’Agenzia, precisa che l’esonero è previsto anche:

  • nel caso di applicazione opzionale dell’imposta sostitutiva (art. 26-ter,DPR 600/73) da parte delle imprese di assicurazione estere

  • per le attività finanziarie e patrimoniali che nel periodo d’imposta non hanno prodotto reddito se affidate in amministrazione o gestione ad un intermediario residente (anche in assenza di opzione per i regimi del risparmio amministrato o gestito); in caso contrario, le attività vanno riportate a quadro RW evidenziando che le stesse non hanno prodotto redditi nel periodo d’imposta o che sono infruttifere (barrando l’apposita casella)

  • per i beni di cui il contribuente risulti “titolare effettivo” se la partecipazione nella società estera o nell’entità giuridica, per il cui tramite ricopre detto status, sia amministrata o gestita da intermediari residenti.

 

 Nota: il contribuente è oggetto di segnalazione all’ Amministrazione finanziaria all’atto della chiusura deipredetti rapporti e nel caso di fuoriuscita delle attività dal circuito degli intermediari residenti.

 

Inoltre, non sono oggetto di monitoraggio fiscale:

 

  • le somme versate per obbligo di legge a forme di previdenza complementare organizzate o gestite da società ed enti di diritto estero (es: il “secondo pilastro svizzero”, trattandosi di forme di previdenza obbligatoria, seppure complementare)

  • le somme versate a forme di previdenza complementare estere obbligatorie per effetto di contratti collettivi nazionali (ad esclusione quindi di quelle derivanti da accordi individuali).

  • i beni (di natura finanzia/patrimoniale) oggetto di operazioni di rimpatrio, fisico e giuridico, sempreché le medesime attività siano detenute in Italia ovvero siano oggetto di deposito custodia, amministrazione o gestione presso un intermediario residente.

 

ATTIVITÀ FINANZIARIE O PATRIMONIALI

 

Nella tabella che segue si riepilogano le attività finanziarie/patrimoniali oggetto di monitoraggio

fiscale nonché la relativa valorizzazione.

 

ATTIVITA’ FINANZIARIE

 

TIPOLOGIE

 partecipazioni al capitale / patrimonio di soggetti non residenti

 obbligazioni estere e titoli similari

 titoli non rappresentativi di merce e certificati di massa emessi da non residenti

 valute estere

 depositi e c/c bancari costituiti all’estero a prescindere dalla modalità di alimentazione (ad esempio,  accrediti stipendi, pensione o compensi)

 contratti di natura finanziaria (es: finanziamenti, riporti, pronti contro termini, prestito titoli)

 polizze di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione stipulate con assicurazioni estere

 contratti derivati e altri rapporti finanziari stipulati al di fuori del territorio dello Stato

 metalli preziosi grezzo / monetato

 diritti all’acquisto o alla sottoscrizione di azioni estere o strumenti finanziari assimilati

 forme di previdenza complementare gestite da società / enti esteri

 attività finanziarie italiane detenute all’estero (es: titoli pubblici emessi in Italia, attività finanziarie italiane detenute per il tramite di fiduciarie estere o soggetti esteri interposti)

 attività/investimenti detenuti all’estero tramite soggetti siti in Paesi non collaborativi o in “entità giuridiche italiane o estere” diverse dalle società se il contribuente è titolare effettivo anche se immesse in cassette di sicurezza; attività estere “detenute in Italia al di fuori del circuito degli intermediari residenti”

 stock option solo se a fine anno “il prezzo di esercizio sia inferiore al valore corrente del sottostante, perché soltanto in questo caso il beneficiario dispone di un valore all’estero”.

 

VALORIZZAZIONE

Va fatto riferimento ai criteri di determinazione della base imponibile IVAFE:

valore di mercato, rilevato al 31/12 o al termine del periodo di detenzione nel luogo in cui esse sono detenute

valore nominale, se le attività finanziarie non sono negoziate in mercati regolamentati

valore di rimborso, in mancanza del valore nominale

costo d’acquisto, in mancanza del valore nominale e del valore di rimborso.

 

In caso di cessione va applicato il criterio LIFO. Per le stock option va indicato “quale valore iniziale il prezzo di esercizio previsto dal piano e quale valore finale il valore corrente del sottostante al termine del periodo di imposta”.

 

ATTIVITA’ PATRIMONIALI

TIPOLOGIE

  • immobili situati all’estero

  • oggetti preziosi ed opere d’arte

  • imbarcazioni, navi da diporto o altri beni mobili iscritti in Pubblici registri esteri nonché quelli che pur non essendo iscritti negli stessi hanno i requisiti per essere iscritti nei Pubblici registri italiani.

 

Vanno indicati nel quadro RW anche le attività patrimoniali custodite in cassette di sicurezza estere. Nella RM 134/02 l’Agenzia ha precisato che sono considerati “detenuti in Italia” gli immobili siti in Italia posseduti dal contribuente tramite fiduciarie o soggetti interposti esteri. Vanno indicate le attività patrimoniali anche se le stesse sono suscettibili di produrre un reddito “meramente potenziale” derivante da una eventuale futura cessione.

 

VALORIZZAZIONE

Va fatto riferimento ai criteri di determinazione della base imponibile IVIE:

  • costo risultante dall’atto di acquisto/contratti da cui risulta il costo complessivo sostenuto per l’acquisto di diritti reali diversi dalla proprietà

  • valore di mercato rilevabile a fine anno nel luogo in cui è sito l’immobile, in mancanza del costo d’acquisto o della relativa documentazione. Per gli immobili non più posseduti al 31/12 va fatto riferimento al valore rilevato al termine del periodo di detenzione

  • per gli immobili acquisiti per successione donazione va fatto riferimento al valore indicato nella dichiarazione di successione o atto registrato; in mancanza, al costo di acquisto o costruzione sostenuto dal de cuius /donante; in mancanza, al valore di mercato;

  • valore catastale, per immobili in Paese UE / SEE che garantiscono un adeguato scambio di informazioni (Irlanda, Liechtenstein, Norvegia).

 

Per le attività patrimoniali estere diverse dagli immobili per le quali non è dovuta l’IVIE va indicato il costo d’acquisto o il valore di mercato all’inizio/fine del periodo di detenzione.

 

DISPOSIZIONI SANZIONATORIE

Con la cd “Legge Europea 2013” (L. 97/2013) viene notevolmente alleggerito anche l’apparato sanzionatorio previsto in materia di monitoraggio fiscale; in particolare, la violazione dell’obbligo di dichiarazione delle attività detenute all’estero sarà punita ora con le seguenti sanzioni:

 

SANZIONI

SOGGETTI VECCHIE SANZIONI NUOVE SANZIONI Contribuenti

 

Dal 10% al 50% del valore dell’utilità non dichiarata + Confisca di beni di corrispondente valore

 

in generale: dal 3% al 15% dell’importo non dichiarato.

 

black list: dal 6% al 30% dell’importo non dichiarato, quando la violazione ha ad oggetto investimenti all’estero ovvero attività estere di natura finanziaria detenute in Stati o territori a fiscalità privilegiata

 

No confisca: non si applica la confisca per equivalente Intermediari non finanziari

 

sanzione fissa pari al 25% dell’importo non dichiarato

 

Dal 10% al 25% dell’importo dell’operazione non segnalata

 

PRESENTAZIONE QUADRO RW ENTRO 90 GIORNI

Nel caso in cui il contribuente presenti il quadro RW entro 90 giorni dalla scadenza del

termine, viene applicata la sola sanzione in misura fissa pari a 258 euro; la stessa trova applicazione anche nel caso di presentazione della dichiarazione integrativa.

 

FAVOR REI

 

Con riferimento all’ambito di applicazione temporale delle predette modifiche normative, si osserva che trova applicazione il principio del favor rei secondo cui:

“se la legge in vigore al momento in cui è stata commessa la violazione e le leggi posteriori stabiliscono sanzioni di entità diversa, si applica la legge più favorevole, salvo che il provvedimento di irrogazione sia divenuto definitivo”.

 

Pertanto, le violazioni relative all’omessa/infedele compilazione della Sez. II del vecchio modulo RW, commesse e non ancora definite al 04/09/2013 (data di entrata in vigore della legge europea 2013), sono soggette a sanzione nella misura compresa tra il 3% e il 15% degli importi non dichiarati (tra il 6 e il 30% in caso di detenzione in Stati a regime fiscale privilegiato).

 

REINTRODUZIONE DEL LIMITE DI € 10.000 PER I DEPOSITI E C/C BANCARI

 

Attraverso una modifica inserita nella legge di conversione del DL 4/2014, viene reintrodotto un limite quantitativo che consente di beneficiare dell’esonero dalla compilazione del modulo RW; in particolare, vengono meno gli obblighi di monitoraggio fiscale per i depositi e c/c bancari costituiti all'estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel corso dell’anno non sia superiore a €.10.000 (per l’esonero quindi non rileva né l’ammontare del saldo al 31/12, né l’ammontare dei movimenti effettuati nell’anno).

 

Per l’esonero non assume rilevanza il Paese nel quale il soggetto possiede il c/c o deposito.

Tale limite non si applicherà, invece, alle altre attività finanziarie e patrimoniali (titoli, partecipazioni, immobili, barche ecc.) soggette al monitoraggio fiscale.

Tuttavia la suddetta “semplificazione”, operativa già dal 2013, non fa venire meno l’obbligo di compilazione del quadro laddove sia dovuto l’IVAFE.

Infatti, la presenza di più c/c e/o depositi bancari di valore massimo complessivo non superiore a € 10.000, con un valore medio di giacenza complessivo (pro quota) superiore a € 5.000, non è rilevante per il monitoraggio fiscale ma è dovuta l’IVAFE (€ 34,20).

Di recente, l’Agenzia, con il Provvedimento 4/04/2014 ha aggiornato le istruzioni di Unico 2014 introducendo, in particolare, la seguente integrazione:

“L’obbligo di monitoraggio non sussiste per i depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo d’imposta non sia superiore a 10.000 euro ..resta fermo l’obbligo di compilazione del quadro laddove sia dovuta l’IVAFE”.

 

 

IL NUOVO QUADRO RW

Il “nuovo” quadro RW, recependo le suddette novità, presenta una struttura rimodulata rispetto

agli scorsi anni; nello specifico detto modulo è ora utilizzabile per:

  • assolvere gli obblighi relativi al monitoraggio fiscale

  • determinare l’IVAFE e l’IVIE dovuta.

 

Se l’IVIE o l’IVAFE non è dovuta l’ RW va comunque compilato. Il quadro deve essere compilato anche se l’investimento non è più posseduto al termine del periodo d’imposta (ad esempio il caso di un c/c all’estero chiuso nel corso del 2013).

 

Inoltre, con riferimento al monitoraggio le istruzioni precisano che:

  • per gli importi in valuta estera il contribuente deve indicare il controvalore in euro utilizzando il cambio riportato nello specifico provvedimento delle Entrate;

  • il quadro RW va presentato in via autonoma (unitamente al Frontespizio) in caso di: esonero dalla presentazione di Unico PF 2014 presentazione del 730/2014; in tal caso l’ RW costituisce un “quadro aggiuntivo” al 730.

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