Sito dello Contatti







 

Dove ti trovi: Home> Suggerimenti fiscali> Vademecum del Fisco sulle cartelle di pagamento



STUDIO CAVALLARI
Via 4 Novembre 6c int. 12 - Padova - 35010 Limena
emailinfo@studiocavallari.it
telefono049 613584

Corrispondenti Veneto
regione veneto

Torna all 'indice


Privacy Policy

Seguici anche su facebooklinkedin

Cerca un'impresa

Cerca un'impresa
per nome:
per prodotti:






Vademecum del Fisco sulle cartelle di pagamento

 

Vademecum del Fisco sulle cartelle di pagamento

Inapplicabile il fermo per le auto necessarie al proprio lavoro e ipoteche solo per debiti superiori a 20.000 euro.
l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una guida relativa alle cartelle di pagamento nonché alla riscossione coattiva “entro sessanta giorni dalla notificazione, con l’avvertimento che, in mancanza, si procederà ad esecuzione forzata”.
Qualora il pagamento avvenga entro detto termine, sarà relativo ai maggiori tributi dovuti e sanzioni, agli interessi delle leggi fiscali in considerazione, agli aggi di riscossione del 3,65% delle somme iscritte a ruolo e alle spese di notifica.
Invece, se il pagamento avviene dopo, oltre agli importi sopra indicati, occorrerà versare gli aggi di riscossione sull’8% delle somme iscritte a ruolo, gli interessi di mora (attualmente al 5,14%) e le spese di esecuzione.
Vi sono anche gli accertamenti “esecutivi” (imposte sui redditi, IVA e IRAP), ai quali non segue più il ruolo: in detta ipotesi, occorre pagare le somme dovute senza aggi entro il termine per il ricorso e, in caso di inadempienza, gli importi saranno del pari maggiorati di aggi di riscossione “pieni” e interessi di mora.
Per la sospensione legale della riscossione, di cui all’art 1 commi 537 e seguenti della L. 228/2012, Equitalia è tenuta a sospendere immediatamente ogni attività esecutiva e cautelare sulla sola base della dichiarazione del debitore ove viene dimostrato documentalmente che il credito è stato interessato, ad esempio, da intervenuto pagamento, sgravio oppure sospensione amministrativa/giudiziale. Il comma 538 stabilisce che le cause di cui sopra devono riferirsi alla cartella di pagamento e agli atti emessi dall’ente creditore prima della formazione del ruolo.
Se intesa letteralmente, potrebbe apparire dunque errata l’affermazione, ben evidenziata a pagina 4 della guida, in virtù della quale “Non rientrano tra gli atti che possono essere oggetto di sospensione quelli non notificati dall’agente della riscossione (per esempio, un avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate, un avviso di addebito dell’INPS). Per tali atti, occorre rivolgersi direttamente agli enti creditori che li hanno emessi”.
Come rammentato dalla circ.1/2013 - par 2.3 dell’Agenzia delle Entrate, la procedura ben può riguardare gli accertamenti “esecutivi”, anche se la domanda potrà essere presentata dopo l’affidamento “in carico” delle somme ad Equitalia, quindi dopo che il debitore si è reso inadempiente ed è stato notiziato di ciò ai sensi dell’art. 29 del DL 78/2010.
Per poter azionare la sospensione automatica dell’accertamento, non è necessario attendere eventuali atti cautelari o, peggio ancora, espropriativi. Prima della “presa in carico” degli importi, o della formazione del ruolo, invece, per arrestare la pratica bisogna rivolgersi all’ente creditore.
Come ricordato nella guida, decorsi sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento senza che il contribuente abbia adempiuto, Equitalia può disporre il fermo delle auto.
A tal fine, ai sensi dell’art.86 del DPR 602/73, è necessaria la notifica di una comunicazione preventiva contenente l’intimazione ad adempiere nei successivi trenta giorni. Entro detto termine, il contribuente può dimostrare che il bene mobile è strumentale all’esercizio dell’attività e/o della professione, e, in tal caso, il fermo non può essere disposto. Inoltre, come prevedono gli 76 e 77 del DPR 602/73 nella versione posteriore al DL 69/2013, il pignoramento immobiliare non può essere effettuato, come regola generale, per debiti nel complesso inferiori a 120.000 euro, e l’unica casa di abitazione del debitore non può mai essere pignorata, a prescindere dal menzionato limite, se vi risiede anagraficamente e l’immobile non è inquadrabile fra quelli di lusso.
Per ciò che riguarda l’ipoteca, essa può essere adottata solo per debiti nel complesso superiori a 20.000 euro (termine che, per espressa scelta del legislatore, non coincide con quello per l’espropriazione immobiliare).
Lo Studio può assisterVi nella migliore pianificazione della situazione debitoria. 27/08/2014