Dal 2008 il Dott.
Massimo Cavallari pubblica articoli e risposte sulla rubrica l'"
Esperto Risponde" della prestigiosa testata
Il Sole 24 Ore in materia bancaria e finanziaria.
Lo studio esegue
perizie econometriche per
Adusbef Padova e
analisi tecniche sui conti correnti in materia di:
anatocismo,
usura ,
commissioni di massimo scoperto,
derivati finanziari e corretta applicazione del contratto di c/c bancario.
Lo studio è disponibile, per le aziende e i loro procuratori, anche per
consulenze tecniche di parte in contraddittorio con i CTU nell'ambito di azioni legali, grazie all'esperienza maturata sul campo.
E' disponibile anche l'
analisi di strumenti finanziari derivati per la copertura di rischi di tasso , cambio , oscillazione di materie prime e merci, valute estere , per pmi che operano con l'estero o operano con rischi di oscillazione sulle operazioni commerciali e industriali al fine di
prevenire i danni economici causati da mercati in forte oscillazione.
Troverete tutti gli articoli pubblicati sulla relativa banca dati
Esempi di risposte ai quesiti
Il sole 24 ore del 31 marzo 2008: MUTUI E CREDITO AL CONSUMO, quesiti 1305, 1306, 1307 pagine 585, 586
Il sole 24 ore del 10 marzo 2008: BANCHE E CLIENTI , quesiti numero 1040, 1041, 1041 pagina 468, 469
L'ASSEGNO POSTODATATO È COME UNA CAMBIALE. quesito 1040 tratto da Il sole 24 ore del 10 marzo 2008. BANCHE E CLIENTI Vorrei sapere perché le banche non possono accettare assegni postdatati dai propri clienti equali sono i limiti di importo per gli assegni pagati allo sporte!loe quali i documenti di identificazione richiesti. E.F. -SALERNO.
L'emissione di un assegno postdatato, ovvero che presenta una data di emissione successiva a quella effettiva, è contraria alle norme imperative contenute nel Rd 21 dicembre 1933, n.1736, agli articoli 1 e 2, i quali rispettivamente stabiliscono che l'assegno bancario debba contenere l'indicazione della data e del luogo di emissione (articolo l, n. 5) e chè il titolo nel quale manchi uno alcuno dei requisiti indicati nell' articolo precedente non vale come assegno bancario (articolo 2, commar). L'assegno postdatato diventa a tutti gli effetti una cambiale della quale si è perevasa l'impostadi bollo. Quanto ai limiti di importo per gli assegni pagati allo sportello, la legge non ne prescrive, tuttavia i singoli istituti di credito stabiliscono autonomamente eventuali commissioni in caso di presentazione allo sportello di assegni di altri istituti e la necessità di avere un conto Corrente su cui far transitare l'assegno qualora esso superi determinati importi stabiliti dall'istituto. Ai fini dell 'incasso la banca può chiedere, qualora il soggetto non sia conosciuto presso l'istituto, i documenti che legittimano l'operazione ovvero valido documento di identità. A cura di Massimo Cavallari
IL SAGGIO DI INTERESSE PUÒ RIDURRE LA RESA DEL BUONO. quesito 1041 tratto da Il sole 24 ore del 10 marzo 2008. BANCHE E CLIENTI Ho riscosso il 2 gennaio 2008 u buono postale fruttifero emesso il 23 febbraio 1983, L'importo riscosso è stato di 2,724,74 euroanziché 6.012,57 euro come risulta da calcolo riportato sul retro del buono. È legalequesto rimborso dimezzato visto che sul buono non è scritto che il saggio d'interesse puòsubire variazioni? C'è un termine di scadenza per contestare l'eventuale illegalità? P. S. - CAMPOBASSO
Sul punto si è espressa recentemente la Corte di cassazione, a Sezioni unite, con sentenza n.13979/ 07. Essa ha confermato un precedente giurisprudenziale (Cassazione civile, sentenza n. 27809/05) dichiarando che i buoni fruttiferi postali devono essere consid erati titoli di legittimazione riconducibili alla previsione dell'articolo 2002, Codice civile e non quindi veri e propri titoli di credito. Ad essi, pertanto, non sono applicabili i principfidell'autonomia causale, dell'incorporazione e della letteralità, da cui normalmente sono contraddistmti i titoli di credìto. La legge 25 novembre 1974 n. 588 prevede che la tabella a tergo dei buoni, per i titoli i cui tassi fossero stati modificati con decreto del ministro del Tesoro di concerto con quello delle Poste e Telecomunicazioni, da pubblicarsi nella «Gazzetta Ufficiale » dopo l'emissione, era da intendersi integrata da.altra tabella (destinata evidentemente a riportare le accennate modifiche) messa a disposizione presso gli uffici postali. Ad avviso della Suprema Corte, pertanto, il sottoscrittore del buono fruttifero postale è edotto della possibile successiva variabilità del tasso di interesse, a deve comunque presumersi che di ciò sia edotto trattandosi di un elemento normativa caratterizzante tale génere di titoli. Ciò tuttavia non autorizza a svalutare totalmente la rilevanza delle diciture riportate sui buoni stessi le quali acquistano rilevanza qualora, come nel caso trattato dalle Sezioni unite della Cassazione, già al momento della consegna del titolo al sottoscrittore le condizioni dell'emissione fossero diverse da quelle che gli venivano prospettate mediante la consegna dei titoli così formulati. Quanto al termine di scadenza per l'eventuale illegalità si applicala disciplina di diritto comune.
A cura di Massimo Cavallari
INTERESSI ANATOCISTICI: 10 ANNI PER LA DOMANDA: quesito 1042 tratto da Il sole 24 ore del 10 marzo 2008. BANCHE E CLIENTI - Il 16 gennaio 2007 ho richiesto, assistito da un legale, Il rimborso degli interessi passivi addebibatimi in c/c dal 4 aprile 1986 al16 luglio 2001 per anatocismo. Il 22 maggio 2007, l'istituto rispondeva al mio legale che l'eventuale azione di recupero non può prescindere dalla norma giuridica della prescrizione ovvero può eventualmente riferirsi ai soli l0 anni precedenti alla data della richiesta. La mia richiesta è comunque valida? Va integrata con i conteggi o questi sono a carico della banca salvo eventuale verifica da parte mia? G.D.G. - GATTINARA
In tema di conto corrente bancario, la domanda volta a ottenere larestituzione delle somme addebitate dalle bancheai clienti a titolo di interessi anatocistici su base trimestrale, va inquadrata giuridicamente nella fattispecie dell'indebito oggettivo (articolo 2033, Codice civile), giacché manca'la causa originaria del rapporto, con conseguente obbligo- di restituzione di quanto versato in esecuzione di un'obbligazione inesistente. L'azione per la restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive nel termine di 10 anni (articolo 2946, Codice civile) che, secondo parte della giurisprudenza di legittimità e di merito (Cassazione, 9 aprile 1984 il. 2262; Tribunale di Bari, sezione II, 11 gennaio 2007) decorre dalla data di chiusura definitiva del rap porto atteso che il contratto per la disciplina di operazioni bancarie in conto corrente è un contratto unitario che dà luogo a un unico rapporto giuridico articolato in una pluralità di atti esecutivi, laddove i singoli addebitamenti o accreditamenti non danno luogo a distinti rapporti ma determinano solo variazioni quantitative dell'unico originario rapporto, sicché solamente con il saldo fmale si stabiliscono definitivamente i crediti ed i debiti fra le parti. li cliente avrà quindi diritto alla restituzione di tutte le somme indebitamente trattenute dalla banca durante tutta la durata del rapporto, i condizione che proponga domanda, con conseguente quantificazione del danno; entro dieci anni dalla chiusura del rapporto stesso. A cura di Massimo Cavallari
Lo studio esegue
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