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Scadenza Valutazione dei rischi - DVR

Scadenza Valutazione dei rischi DVR.

file pdfProcedura standardizzata

Legge di stabilità 2013
Prorogati i termini per la autocertificazione della valutazione dei rischi

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2012 – Suppl. Ordinario n. 212 - la Legge 24 dicembre 2012, n. 228 recante 'Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2013)' con la quale viene fissato al 30 giugno 2013 il termine del 31 dicembre 2012 previsto nell’art. 29, comma 5 del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. La legge entra in vigore il 1° gennaio 2013.


Si riporta il comma 5 dell'art. 29 così come modificato:
5. I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi di cui al presente articolo sulla base delle procedure standardizzate di cui all’articolo 6, comma 8, lettera f). Fino alla scadenza del terzo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di cui all’articolo 6, comma 8, lettera f), e, comunque, non oltre il 30 giugno 2013, gli stessi datori di lavoro possono autocertificare l’effettuazione della valutazione dei rischi. Quanto previsto nel precedente periodo non si applica alle attività di cui all’articolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d) nonché g).

Sul sito del Ministero del Lavoro i nuovi termini e modelli standard per la redazione del DVR

Le procedure standardizzate, offrono ai datori di lavoro di aziende di limitata dimensione uno strumento per la valutazione dei rischi che garantisce i seguenti vantaggi:

  • operare in maniera semplice e guidata

  • essere certi di aver considerato tutti i rischi

  • utilizzare un metodo oggettivo di valutazione

  • mettersi al riparo da contestazioni da parte di un eventuale ispettore

  • operare in maniera più veloce rispetto alla modalità classica prevista dall'art.29

Cosa sono le procedure standardizzate previste dall'art 29 comma 5 del Testo Unico sulla sicurezza?

Sono il modello di riferimento, approvato dalla commissione consuntiva permanente recepite dal decreto ministeriale del 30 novembre 2012, sulla base del quale il datore di lavoro deve effettuare la valutazione dei rischi aziendali e il suo aggiornamento, al fine di individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione ed elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.

In sintesi, le fasi del processo sono le seguenti:
1.descrizione dell'azienda, del ciclo lavorativo e delle mansioni;
2.identificazione dei pericoli presenti in azienda;
3.valutazione dei rischi associati ai pericoli identificate individuazione delle misure di prevenzione e protezione attuate;
4.definizione del programma di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza.

Il documento valutazione dei rischi realizzato mediante le procedure standardizzate sostituisce l'autocertificazione che a entro il 30/06/2013 deve essere sostituito ALMENO con un DOCUMENTO VALUTAZIONE DEI RISCHI REDATTO SECONDO QUANTO PREVISTO DALLE PROCEDURE STANDARDIZZATE.

Effettuare la valutazione sulla base delle procedure standardizzate è responsabilità del datore di lavoro che coinvolgerà i soggetti riportati nello schema seguente, in conformità a quanto previsto dal Titolo I, capo III del D.lgs 81/08 s.m.i. e in relazione all'attività e alla struttura aziendale.

COSA PUO' ACCADERE SE NON SI REDIGE IL D.V.R?

Ecco la risposta:

per omessa redazione del DVR: arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da Euro 2.500 a Euro 6.400.
La pena è aumentata a 4/8 mesi nelle aziende a rischio di incidente rilevante e con l`esposizione a rischi biologici, cancerogeni/mutageni, atmosfere esplosive

per incompleta redazione del DVR con omessa indicazione delle misure ritenute opportune al fine di garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, misure di prevenzione e protezione, procedure sulle misure da adottare e distribuzione dei compiti e delle responsabilità: ammenda da Euro 2.000 a Euro 4.000

per incompleta redazione del DVR con omessa indicazione sulla relazione della valutazione di tutti i rischi, l`individuazione delle mansioni che espongono i lavoratori a rischi specifici o richiedono riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza ed adeguata formazione: ammenda da Euro 1.000 a Euro 2.000

Cosa sono le procedure standardizzate?
Sono il modello di riferimento sulla base del quale il datore di lavoro deve effettuare la valutazione dei rischi aziendali e il suo aggiornamento, al fine di individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione ed elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.
In sintesi, le fasi del processo sono le seguenti:
1) descrizione dell’azienda, del ciclo lavorativo e delle mansioni;
2) identificazione dei pericoli presenti in azienda;
3) valutazione dei rischi associati ai pericoli identificati e individuazione delle misure di prevenzione e protezione attuate;
4) definizione del programma di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza.

Chi deve o può utilizzare le procedure standardizzate?
Ai sensi dell’art. 29 comma 5 del D. Lgs. 81/08, i datori di lavoro di attività che impiegano fino a 10 lavoratori (ad esclusione delle attività svolte nei casi previsti dall’articolo 31,c.6) effettuano la valutazione dei rischi secondo le Procedure Standardizzate.
i datori di lavoro per aziende fino a 50 lavoratori possono effettuare la valutazione dei rischi secondo le Procedure Standardizzate.
Quali sono i vantaggi delle Procedure Standardizzate?
Vantaggi
In breve, la redazione del DVR secondo le procedure standardizzate consente di:
• operare in maniera semplice e guidata
• essere certi di aver considerato tutti i rischi
• utilizzare un metodo oggettivo di valutazione
• mettersi al riparo da contestazioni da parte di un eventuale ispettore
• operare in maniera più veloce rispetto alla modalità classica

Lo studio Cavallari di Padova è a disposizione per esaminare i singoli casi. 049/613584

 

DELEGA DI FUNZIONI : FORMA SCRITTA – PUBBLICITA’ – ATTO NOTARILE

d.lgs 81/2008, con relativo commento, la data certa è sufficiente e tra le modalità per conferirla c’è anche, ma non esclusivamente, l’atto notarile.

Delega di funzioni

1. La delega di funzioni da parte del datore di lavoro, ove non espressamente esclusa, e' ammessa con i seguenti limiti e condizioni:
a) che essa risulti da atto scritto recante data certa;
b) che il delegato possegga tutti i requisiti di professionalità
ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;
c) che essa attribuisca al delegato tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;
d) che essa attribuisca al delegato l'autonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate;
e) che la delega sia accettata dal delegato per iscritto.

2. Alla delega di cui al comma 1 deve essere data adeguata e tempestiva pubblicità.

3. La delega di funzioni non esclude l'obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite. La vigilanza si esplica anche attraverso i sistemi di verifica e controllo di cui all'articolo 30, comma 4.

Art. 31.
Servizio di prevenzione e protezione

1. Salvo quanto previsto dall'articolo 34, il datore di lavoro organizza il servizio di prevenzione e protezione all'interno della azienda o della unità produttiva, o incarica persone o servizi esterni costituiti anche presso le associazioni dei datori di lavoro o gli organismi paritetici, secondo le regole di cui al presente articolo.

2. Gli addetti e i responsabili dei servizi, interni o esterni, di cui al comma 1, devono possedere le capacità e i requisiti professionali di cui all'articolo 32, devono essere in numero sufficiente rispetto alle caratteristiche dell'azienda e disporre di mezzi e di tempo adeguati per lo svolgimento dei compiti loro assegnati. Essi non possono subire pregiudizio a causa della attività svolta nell'espletamento del proprio incarico.

3. Nell'ipotesi di utilizzo di un servizio interno, il datore di lavoro può avvalersi di persone esterne alla azienda in possesso delle conoscenze professionali necessarie, per integrare, ove occorra, l'azione di prevenzione e protezione del servizio.

4. Il ricorso a persone o servizi esterni e' obbligatorio in assenza di dipendenti che, all'interno dell'azienda ovvero dell'unità produttiva, siano in possesso dei requisiti di cui all'articolo 32.

5. Ove il datore di lavoro ricorra a persone o servizi esterni non e' per questo esonerato dalla propria responsabilità in materia.

6. L'istituzione del servizio di prevenzione e protezione all'interno dell'azienda, ovvero dell'unità produttiva, e' comunque obbligatoria nei seguenti casi:
a) nelle aziende industriali di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e successive modificazioni, soggette all'obbligo di notifica o rapporto, ai sensi degli articoli 6 e 8 del medesimo decreto;
b) nelle centrali termoelettriche;
c) negli impianti ed installazioni di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e successive modificazioni;
d) nelle aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni;
e) nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori;
f) nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori;
g) nelle strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori.

7. Nelle ipotesi di cui al comma 6 il responsabile del servizio di prevenzione e protezione deve essere interno.

8. Nei casi di aziende con più unità produttive nonche' nei casi di gruppi di imprese, può essere istituito un unico servizio di prevenzione e protezione. I datori di lavoro possono rivolgersi a tale struttura per l'istituzione del servizio e per la designazione degli addetti e del responsabile.

La “data certa”.

La lett. a) del comma 1 dell’art. 16, richiede anche che l’atto scritto in cui è racchiusa la delega rechi “data certa”. Si vuole in questo modo assicurare l’apposizione sul documento di “una data che non sia falsificabile da soggetti terzi compiacenti”85. Come conseguenza, però, anche nei casi in cui le funzioni siano state effettivamente assunte dal delegato in un momento anteriore a quello in cui il conferimento risulti in modo incontrovertibile per iscritto, solo da questa data la delega potrebbe acquisire efficacia in sede penale nei riguardi del delegante.

Le modalità idonee a soddisfare quest’ulteriore pretesa formale hanno generato subito forti dubbi nella prassi operativa.

Per sciogliere tale incertezza può rivelarsi utile uno sguardo alle delucidazioni fornite dal Garante per la Privacy86 in ordine all’analogo requisito richiesto per l’atto disciplinato dall’art. 1 della l. 3 novembre 2000, n. 32587. Il Garante, al riguardo, osservò che il requisito della “data certa” “si collega con la comune disciplina civilistica in materia di prove documentali e, in particolare, con quanto previsto dagli artt. 2702-2704 del codice civile, i quali recano un’elencazione non esaustiva degli strumenti per attribuire data certa ai documenti, consentendo di provare tale data anche in riferimento a ogni «fatto che stabilisca in modo egualmente certo l’anteriorità della formazione del documento» (art. 2704, terzo comma, cod. civ.)”. Il provvedimento in questione fornì anche indicazioni sulle principali modalità per assicurare la certezza della data, le quali paiono esaustive anche ai fini della delega di funzioni prevenzionistiche: l’atto pubblico (normalmente utilizzato nelle imprese di medie e grandi dimensioni) e la scrittura privata autenticata da un notaio o da un altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato, ma anche altri fatti che consentano di stabilire in modo ugualmente sicuro la collocazione temporale del documento come: la c.d. “autoprestazione” presso uffici postali, con apposizione del timbro direttamente sul documento avente corpo unico, anziché sull’involucro che lo contiene (art. 8 del d.lgs. 22 luglio 1999, n. 261)88; l’apposizione della c.d. marca temporale sui documenti informatici (v. ora d.P.C.M. 30 marzo 2009, n. 38840); l’uso della posta elettronica certificata ai sensi del d.P.R. 11 febbraio 2005 n. 68; con specifico riferimento alle amministrazioni pubbliche, l’adozione di un atto deliberativo di cui sia certa la data in base alla disciplina della formazione, numerazione e pubblicazione dell’atto; e così via.

Va notato, infine, che la “data certa” non è espressamente richiesta per l’accettazione del delegato. Ciò sembra frutto di una mera svista legislativa, colmabile in via interpretativa, a pena di un insanabile contrasto con la pretesa legislativa di una formalizzazione del momento del trapasso delle responsabilità. Stante la struttura bilaterale della delega, è il momento dell’accettazione ad assumere rilievo ai fini dell’individuazione delle responsabilità penali delle due parti dell’atto.

Gentili Clienti, si rammenta che in base al disposto all’art. 29 comma 5 del TU il 31 dicembre 2012 scade la possibilità, per i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori, di autocertificare l’effettuazione della valutazione dei rischi: quindi dal prossimo 1° gennaio 2013 tutte le aziende dovranno redigere il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) anche quelle con meno di 10 dipendenti e anche in assenza delle procedure standardizzate (Cfr art 29 c.5: i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi ....sulla base delle procedure standardizzate di cui all`articolo 6, comma 8, lettera f). Fino alla scadenza del terzo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di cui all`articolo 6, comma 8, lettera f), e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2012, gli stessi datori di lavoro possono autocertificare l`effettuazione della valutazione dei rischi") .

Con Decreto Interministeriale deI 30 novembre 2012, sono state recepite le procedure standardizzate per effettuare la valutazione dei rischi di cui al D.Lgs. 81/2008, che possono essere utilizzate dalle aziende cheoccupano fino a 10 lavoratori. Le procedure forniscono un modello di riferimento sulla base del quale effettuare la valutazione dei rischi e il suo aggiornamento, al fine di individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione ed elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il modello può essere utilizzato anche dalle imprese fino a 50 lavoratori, fatta eccezione per: aziende a rischio incidente rilevante; centrali termoelettriche; impianti nucleari; aziende e deposito polveri, esplosivi e munizioni; aziende con rischi, biologici, atmosfere esplosive, cancerogeni, mutageni, connessi all’esposizione dell’amianto.

Il modello è composto dei seguenti quattro “passi” che devono essere seguiti dai datori interessati ad adottare la procedura standard per la valutazione dei rischi:
1. descrizione dell’azienda, del ciclo lavorativo/attività e delle mansioni;
2. individuazione dei pericoli presenti in azienda;
3. valutazione dei rischi associati ai pericoli individuati e identificazione delle misure di prevenzione e protezione attuate;
4. definizione del programma di miglioramento.

Lo studio Cavallari di Padova è a disposizione per esaminare i singoli casi. 049/613584