Dal 7 giugno l’affittuario di immobile con contratto irregolare o in nero avrà tutto l’interesse a denunciare il proprietario in quanto ne ricaverà un contratto di affitto di quattro anni rinnovabile per altri quattro a un prezzo inferiore fino all’ 80% dei prezzi di mercato in quanto sarà annualmente pari al triplo della rendita catastale. Per ottenere ciò basta che l’inquilino chieda all’agenzia delle entrate la registrazione del contratto di affitto in nero; il proprietario di conseguenza dovrà pagare tutte le tasse evase precedentemente oltre alla sanzione del 120%. Sarà inoltre da capire quale efficacia avranno i contratti di comodato.
Il canone di locazione relativo ai contratti aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo (e le relative pertinenze locate congiuntamente all’abitazione) può ora essere assoggettato, in base alla decisione del locatore, a un’imposta, operata nella forma della cedolare secca, sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali, nonché delle imposte di registro e di bollo sul contratto di locazione. Sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti la cedolare secca si applica in ragione di un’aliquota del 21%, ridotta al 19% per i contratti a canone concordato nei Comuni ad alta tensione abitativa.
Nel caso in cui il locatore opti per l’applicazione della cedolare secca è sospesa la facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone, anche se prevista nel contratto a qualsiasi titolo, inclusa la variazione accertata dall’Istat verificatasi nell’anno precedente. L’opzione non ha effetto se di essa il locatore non ha dato preventiva comunicazione al conduttore con lettera raccomandata, con la quale rinuncia ad esercitare la facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone a qualsiasi titolo.
La cedolare premia i redditi più alti e la convenienza è tanto maggiore all’aumentare dell’aliquota marginale del contribuente; in generale si rileva che conviene l’opzione per la cedolare secca con redditi imponibili superiori a € 15.000,00 per i canoni a contratto libero e a € 28.000,00 per i canoni a contratto concordato.
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Regime ordinario e cedolare secca |
REGIME ORDINARIO |
CEDOLARE SECCA |
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Base imponibile |
85% del canone annuo |
Intero canone annuo. |
Irpef |
Aliquota Irpef per scaglioni di reddito: fino a 15.000 (23%); da 15.001 a 28.000 (27%); da 28.001 a 55.000 (38%); da 55.001 a 75.000 (41%); oltre 75.000 (43%). |
Imposta sostitutiva ad aliquota fissa: 21% per i contratti a canone libero (durata 4 anni + 4 anni); 19% per i contratti a canone concordato (durata 3 anni + 2 anni). |
Addizionale regionale |
Addizionali previste nella Regione e nel Comune del contribuente. |
No |
Detrazioni d’imposta |
Riducono l’Irpef dovuta. |
No |
Imposta di registro |
2% del canone annuo, per metà a carico del locatore e metà a carico del conduttore. |
No |
Imposta di bollo |
€ 14,62 dovuti, in sede di registrazione, su ogni copia del contratto per ogni 4 facciate di 100 righe. |
No |
Aggiornamento Istat |
È possibile prevedere annualmente l’aggiornamento Istat del canone. |
Non è ammesso incrementare il canone per tutta la durata del contratto. |